Olimpia Milano per il secondo trofeo a Torino, ma sfida Trieste con l'incognita del cambio allenatore

17.02.2026 10:20 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Olimpia Milano per il secondo trofeo a Torino, ma sfida Trieste con l'incognita del cambio allenatore
© foto di Ciamillo

L'Olimpia Milano si presenta alla Inalpi Arena di Torino con i favori del pronostico per l'inizio delle Final Eight di Coppa Italia, trofeo che nell'era Armani è stato conquistato quattro volte contro i sei scudetti. Mesi di stagione di alti e bassi per le Scarpette Rosse, dalle dimissioni di Ettore Messina a novembre alla promozione di Peppe Poeta, qualche prestazione notevole, altre deludenti. Poi le prime decisioni importanti: Lorenzo Brown e Leonardo Totè entrambi fuori, per alleggerire un roster che il coach biancorosso ha ereditato, con un solo tesseramento spendibile fino al termine della stagione. La squadra è reduce da una convincente vittoria a Cremona che ha mostrato un gruppo solido - italiani inclusi - e una difesa intensa, scenderà in campo domani alle 20:45 (diretta streaming su LBA TV). I segnali sono quindi positivi: nonostante l'attesa per il sostituto di Brown sul mercato, l'EA7 ha recuperato pedine fondamentali come Bolmaro, Nebo, Tonut e Diop. L'obiettivo è confermare la crescita vista in campionato, dove tutti hanno portato il loro "mattoncino" anche a poche ore dalle fatiche europee, per avanzare in una competizione che spesso riserva sorprese.

Il primo ostacolo nei quarti di finale è Trieste, avversaria capace di battere l'Olimpia lo scorso novembre nell'ultima gara di Ettore Messina, ma che arriva a Torino nel mezzo di un terremoto tecnico. Dopo l'esonero a sorpresa di Israel Gonzalez, voluto dal proprietario Paul Matiasic, la panchina è stata affidata a Francesco Taccetti, ex dirigente d'azienda trasformatosi in allenatore, che avrà il compito di guidare il sesto attacco della Serie A. Se la difesa triestina concede molto, il talento offensivo di Jahmi'us Ramsey, Markel Brown e Colbey Ross rappresenta una minaccia reale per i milanesi. Sarà una sfida tra la struttura dell'Olimpia e l'imprevedibilità di una Trieste che punta a riscattare l'eliminazione dalla Champions League. E attenzione all'effetto del cambio allenatore che può portare rinnovate motivazioni. 

Guardando al tabellone, la vincente di Milano-Trieste incrocerà in semifinale chi avrà la meglio nella sfida tra Brescia e Udine, in programma nella stessa parte del cartellone. Per l'Olimpia, superare il turno significherebbe non solo avvicinarsi al trofeo, ma anche alimentare il sogno di una classica finale domenica contro la Virtus Bologna, a patto che le V Nere riescano a completare il loro percorso. Ma è inutile girarci intorno: sulla carta l'Olimpia Milano non può che essere la favorita. Se è vero che in campo non ci va il budget, è altrettanto vero che i vari campioni come Shields, LeDay, Brooks, Nebo giocano in biancorosso. Poi che possa succedere di tutto è inevitabile: partite secche, risultati negli ultimi anni imprevedibili. È il bello, e il brutto (per chi perde) delle Final Eight di Coppa Italia. Milano va a caccia del secondo trofeo stagionale dopo la Supercoppa.