«La verità sull'addio a Trapani»: Jasmin Repesa rompe il silenzio sulla Shark
Jasmin Repesa rompe il silenzio e ai microfoni di Baseline Podcast, racconta le sue ultime settimane prima dell'addio alla Trapani Shark. "Non è stata una scelta ma un dovere", dice Repesa. "Una situazione che non aveva alternativa, purtroppo. Non poteva finire in modo diverso. Nessuno può negare gli investimenti del signor Antonini, nessuno può negare le belle cose che abbiamo fatto. Ma è andata in modo diverso quest'anno. Perché? Non lo so. Può essere una delusione per la situazione politica dentro la città. Non lo so. Ma non ne voglio parlare troppo. Sono una persona che conosceva, o è stata informatissima della situazione nella società. Ho visto che non c'erano possibilità di fare meglio, andare avanti e me ne sono andato via".
L'addio non cancella l'anno e mezzo a Trapani. "Un dispiacere enorme, sono stato stralegato per una tifoseria e una città come Trapani bellissima. Si respirava basket tutti i giorni, eravamo la squadra più seguita anche in trasferta. A Trapani il basket era vita quotidiana. Purtroppo è andata come è andata. Rimane il dispiacere, ma la vita è così. Se in estate si parlava di Scudetto? Sì. Ma ci sono state tante cose che la gente non conosceva. Abbiamo provato a vincere lo Scudetto lo scorso anno, purtroppo dopo il quarto di finale di Reggio Emilia è uscita fuori la penalizzazione di 4 punti. Per tutti noi è stata una sorpresa. Non era facile andare avanti. Non voglio dire che Brescia non meritasse, hanno giocato bene ma quello è stato un colpo per il quale non siamo riusciti a proseguire come prima"
Repesa è rimasto in contatto con i giocatori e i tifosi. "Con tutti i giocatori, tanta tifoseria, tantissimi cittadini. Sono strafelice perché tutti i giocatori sono riusciti a trovare lavori e nuovi club importanti in una società non facile. Trovare squadra durante la stagione non è facile, perché di solito cercano le squadre con problemi. Ma si meritavano questo. Quando me ne sono andato avevamo perso una partita. Non voglio parlare di quello che è successo nel mese dopo. Ma il lavoro che hanno fatto i ragazzi è stato straordinario, meritano i contratti che hanno trovato".