La stagione dei Milwaukee Bucks è stata segnata dagli infortuni fin dalla prima palla a due, ma il filo conduttore resta sempre lo stesso: la salute di Giannis Antetokounmpo, che dopo un avvio relativamente regolare ha iniziato a convivere con problemi fisici continui e a vedere il campo molto meno del previsto, fermandosi a 36 presenze complessive e saltando persino l’All Star Game per un guaio al polpaccio. L’ultimo campanello d’allarme è arrivato nella sfida contro gli Indiana Pacers, quando il greco ha riportato una iperestensione al ginocchio con contusione ossea, diagnosi che ha portato lo staff medico a fissare una nuova valutazione tra una settimana, senza però alcuna garanzia di rientro immediato, perché l’obiettivo dichiarato è lasciargli il tempo di recuperare senza forzare i tempi in una fase già delicata della stagione.
Tutto questo accade mentre Milwaukee naviga in acque agitate nella Eastern Conference, undicesima in classifica e staccata di sei partite e mezzo dall’ultima piazza utile per il play-in, una distanza che rende evidente quanto la presenza di Antetokounmpo sia indispensabile per alimentare anche solo la speranza di una rimonta, ma allo stesso tempo alimenta il dubbio se abbia davvero senso spingerlo a rientrare in fretta in un’annata che rischia di essere la meno produttiva della sua carriera in termini di gare giocate.
Nuovo stop per Giannis Antetokounmpo: Bucks lontani dal play-in e pieni di dubbi
Di fronte a questo quadro, in Wisconsin inizia a farsi strada l’idea che la scelta più razionale possa essere quella di alzare bandiera bianca e guardare già alla prossima stagione, anche perché le mosse estive non hanno portato i risultati sperati: il buyout di Damian Lillard dopo l’infortunio al tendine d’Achille, l’investimento su Myles Turner che non ha confermato le cifre di un anno fa e l’arrivo di Kyle Kuzma con numeri meno impattanti in punti e rimbalzi, pur con percentuali migliori, hanno finito per indebolire un progetto che sembrava costruito per restare stabilmente ai vertici.
In questo contesto è inevitabile che le voci di mercato su Antetokounmpo tornino a circolare con forza, perché i Bucks hanno scelto di non muoverlo alla deadline di febbraio ma sanno che in estate le pretendenti si metteranno in fila con offerte pesanti, mentre il tempo per costruire un’altra corsa al titolo attorno a lui si assottiglia e gli infortuni iniziano a pesare su un gruppo che oggi vanta solo il settimo peggior attacco della lega, un dato che suona quasi come un invito a fermarsi, proteggere il proprio franchise player e ripensare con lucidità la direzione da prendere prima che la finestra per competere ad alto livello si chiuda del tutto.
Per ora resta la sensazione di una stagione nata storta e mai davvero raddrizzata, con un Giannis che quando è stato in campo ha continuato a incidere ma che oggi si ritrova di nuovo ai box, mentre la franchigia deve decidere se inseguire fino all’ultimo un sogno play-in sempre più lontano o se accettare la realtà, preservare il proprio fuoriclasse e preparare con coraggio il prossimo capitolo della sua storia a Milwaukee.
In questo contesto è inevitabile che le voci di mercato su Antetokounmpo tornino a circolare con forza, perché i Bucks hanno scelto di non muoverlo alla deadline di febbraio ma sanno che in estate le pretendenti si metteranno in fila con offerte pesanti, mentre il tempo per costruire un’altra corsa al titolo attorno a lui si assottiglia e gli infortuni iniziano a pesare su un gruppo che oggi vanta solo il settimo peggior attacco della lega, un dato che suona quasi come un invito a fermarsi, proteggere il proprio franchise player e ripensare con lucidità la direzione da prendere prima che la finestra per competere ad alto livello si chiuda del tutto.
Per ora resta la sensazione di una stagione nata storta e mai davvero raddrizzata, con un Giannis che quando è stato in campo ha continuato a incidere ma che oggi si ritrova di nuovo ai box, mentre la franchigia deve decidere se inseguire fino all’ultimo un sogno play-in sempre più lontano o se accettare la realtà, preservare il proprio fuoriclasse e preparare con coraggio il prossimo capitolo della sua storia a Milwaukee.
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Redazione Pianetabasket.com
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