Steve Kerr, quarto allenatore più veloce con 600 vittorie in carriera NBA
La notte di Washington regala a Steve Kerr una pagina speciale della sua carriera, perché il successo dei Golden State Warriors gli permette di raggiungere quota 600 vittorie da capo allenatore, un traguardo che lo proietta in un club ristretto e prestigioso. Il tecnico californiano, reduce da cinque sconfitte consecutive, commenta con lucidità una gara non brillante ma sufficiente per centrare un obiettivo che lo colloca tra i più rapidi di sempre a raggiungere questo numero. Per arrivarci gli sono bastate 943 partite, un ritmo superato soltanto da tre giganti della panchina come Phil Jackson, Pat Riley e Gregg Popovich.
Kerr non nasconde l’emozione nel vedere il proprio nome accostato a figure che hanno segnato la storia della lega, e sottolinea come alla base di ogni successo ci sia sempre il talento dei giocatori. Il coach ringrazia apertamente chi ha condiviso con lui questo percorso, da Stephen Curry a Klay Thompson, passando per Andre Iguodala, Andrew Bogut, Harrison Barnes, David West e Kevin Durant, ricordando come la qualità del roster abbia rappresentato fin dal primo giorno la chiave per costruire una dinastia. Le sue parole riflettono un senso di gratitudine profondo verso un gruppo che ha saputo trasformare un’idea di gioco in un marchio riconoscibile in tutto il mondo.
Il traguardo delle 600 vittorie lo rende il 28º allenatore della storia NBA a raggiungere questa quota, ma soprattutto uno dei pochi ad averlo fatto con una sola franchigia, entrando in un elenco che comprende Popovich, Sloan, Spoelstra, Auerbach, Holzman e Jackson. A rendere il tutto ancora più significativo c’è un dato che pochi possono vantare: Kerr ha superato le 600 vittorie anche da giocatore, diventando soltanto il secondo nella storia a riuscirci sia in campo che in panchina, insieme a Don Nelson. Un percorso che conferma la sua unicità e che apre la strada a nuovi capitoli di una carriera già ricca di successi.