Porzingis torna da protagonista: 30 punti e Warriors di nuovo in marcia
Per Kristaps Porzingis non era una partita qualsiasi, perché tornare a Washington dopo un anno e mezzo passato in maglia Wizards significava rimettere piede su un parquet che conosce bene, ma con addosso colori e responsabilità completamente diversi. I Golden State Warriors, reduci da una serie di cinque sconfitte, avevano bisogno di una serata che rimettesse in moto fiducia e gerarchie, e il rientro del lettone insieme a quelli di De’Anthony Melton e Draymond Green ha ridato subito struttura alla rotazione di Steve Kerr.
Di fronte però c’erano dei Washington Wizards tutt’altro che rassegnati, nonostante la lunga striscia negativa e l’assenza di Alex Sarr nel cuore dell’area, capaci di restare agganciati alla partita appoggiandosi al talento del trio Young–Coulibaly–Riley e a una fisicità che ha messo alla prova la tenuta degli ospiti per tutti i quarantotto minuti.
Golden State prova a indirizzare la sfida già nel primo tempo, chiudendo il primo quarto con un 9-0 che apre il primo vero solco (23-34) e viene immediatamente ampliato in avvio di seconda frazione, quando Melton si accende dall’arco e Gui Santos aggiunge un’altra tripla per spingere i californiani fino al +17. I Wizards però non si lasciano intimidire, reagiscono con gli sprazzi di classe di Trae Young, che firma 12 punti nel solo secondo periodo e riporta i suoi a contatto fino al 52-54, trasformando quella che sembrava una fuga in un nuovo braccio di ferro, con il pubblico di casa che torna a crederci. Anche dopo l’intervallo, con Washington ancora a -7 sul 57-64, la pressione resta alta: la tripla combinazione Coulibaly–Riley–Johnson accompagna Young finché il play non è costretto a uscire per un problema al quadricipite, ma neppure questo basta a spegnere l’orgoglio dei Wizards, che rispondono al nuovo allungo ospite, alimentato da una schiacciata fragorosa di Melton e da due bombe consecutive di Pat Spencer per l’84-98, con le conclusioni pesanti di Tristan Vukcevic e dello stesso Coulibaly che riaprono il margine fino al 103-109 e rimettono la gara sui binari dell’equilibrio.
È in quel momento che Porzingis decide di chiudere il cerchio prendendosi il palcoscenico: piazza 12 punti in poco più di 4', attaccando i cambi, punendo i closeout in ritardo e soprattutto trasformando in oro ogni viaggio in lunetta, fino a completare un perfetto 6/6 ai liberi che spegne definitivamente il tentativo di rimonta di Washington. Nel finale c’è spazio anche per il contributo di Gary Payton II, chiamato a mettere il sigillo difensivo e a gestire gli ultimi possessi per blindare il 125-117 che interrompe la serie nera di Golden State.
Boxscore: 21 Young, Coulibaly e Riley, 13 Johnson, 12 Reese, 11 Vukcevic per i Wizards; 30 Porzingis, 27 Melton, 18 Santos, 15 Payton II, 10 Spencer e Podziemski per i Warriors.