Con Wembanyama e Castle gli Spurs fanno il colpo in casa Clippers

Con Wembanyama e Castle gli Spurs fanno il colpo in casa Clippers
© foto di nba.com

A Los Angeles esame di maturità per gli Spurs, squadra capace di dominare a tratti ma anche di complicarsi la vita nel giro di pochi minuti, e di trovare risorse inattese quando la partita sembra sfuggire di mano. Sul parquet dei Clippers, privi di Kawhi Leonard per un problema alla caviglia, i texani partono male e subiscono subito l’onda d’urto di Darius Garland, che orchestra l’attacco di casa con lucidità e guida un avvio a senso unico, fatto di un 13-1 iniziale e di un successivo 17-3 che mette in salita la serata degli ospiti. San Antonio sbaglia una quantità industriale di tiri nei primi minuti, fatica a trovare ritmo e chiude comunque il primo quarto sotto di otto sul 29-37, ma proprio da lì Victor Wembanyama entra davvero in partita e alza il livello su entrambi i lati del campo, mentre Stephon Castle prende fiducia, attacca il ferro e si concede anche il lusso di mandare a vuoto Brook Lopez con un cambio di mano dietro la schiena in stile Chris Paul, dando il segnale che gli Spurs non hanno alcuna intenzione di farsi travolgere.

Il secondo periodo diventa così il terreno di rimonta dei texani, che costruiscono il sorpasso con pazienza e arrivano all’intervallo con un margine rassicurante dopo la tripla di De’Aaron Fox quasi sulla sirena, che fissa il 52-66 e manda gli ospiti negli spogliatoi con la sensazione di avere finalmente in mano la gara. Dopo la pausa, gli Spurs spingono ancora sull’acceleratore, toccano anche i 24 punti di vantaggio e danno l’impressione di poter gestire il resto della serata senza troppi patemi, forti anche dei 20 punti di Devin Vassell e di un Wembanyama che continua a riempire il tabellino con rimbalzi e intimidazione difensiva. I Clippers non pensano ancora ad alzare bandiera bianca. Jordan Miller sorprendente per energia e presenza a rimbalzo, esce dalla panchina: i californiani firmano un 14-1 che riapre, rientrano fino all’82-92 a cavallo tra terzo e quarto periodo e, su un assist perfetto di Garland per Bennedict Mathurin libero sotto il ferro, si ritrovano a solo due possessi di distanza sul 102-108, costringendo San Antonio a ricompattarsi.

Il trio Vassell–Castle–Fox rimette ordine con un parziale di 7-0 che porta gli Spurs sul 102-115 dopo un timeout, ma la serata ha ancora colpi di scena da regalare, perché i Clippers rifiutano di arrendersi e si aggrappano ancora una volta al talento di Garland e alla concretezza di Miller per restare vivi.
Una giocata da quattro punti del play, una conclusione al ferro del suo compagno e un’altra tripla di Garland riportano infatti i padroni di casa fino al 111-115 a 40,0" dalla sirena. Qui l'esame viene superato bene da San Antonio che non trema, si affida alla freddezza dalla lunetta, gestisce gli ultimi possessi con maggiore lucidità e chiude la pratica sul 119-115, portando a casa la cinquantesima affermazione stagionale, che certifica lo status di "grande" del campionato e la conferma protagonista come nei migliori anni della band Popovich.
Boxscore: 25p+10as Garland, 22 Miller, 16 Mathurin, 11 Collins e Jackson, 10 Jones Jr. per i Clippers; 21p+13r+4stoppate Wembanyama, 20 Vassell, 18 Fox, 10 Bryant per gli Spurs.

Redazione Pianetabasket.com
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