Federico Pasquini: «Salvezza? Dobbiamo crederci anche se la situazione è molto complessa»

17.03.2026 10:10 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Fonte: La Tribuna di Treviso
Federico Pasquini: «Salvezza? Dobbiamo crederci anche se la situazione è molto complessa»
© foto di Degaspari/Ciamillo

Il giorno dopo l'ennesimo ko, arrivato a Varese, la situazione in casa Nutribullet Treviso è più critica che mai. Il club ha un piede in A2 dopo il successo di Cantù su Napoli che ha allontanato i brianzoli a 6 punti di distanza proprio dai veneti. Il GM della Nutribullet Federico Pasquini dimostra di credere fino alla fine in una salvezza sempre più difficile: «Siamo a sei punti da Cantù che deve ancora fermarsi e con cui giocheremo alla penultima. Abbiamo tanti scontri diretti ancora da disputare, a cominciare da quello di domenica al Palaverde contro la Vanoli», dice a La Tribuna di Treviso. «Com'è la situazione? Senza tanti giri di parole, è molto complessa. Anche perché abbiamo perso la quarta gara consecutiva nello stesso modo. A Trieste, con Milano e nel derby era già successo, piccoli errori e qualche dettaglio combinati a un senso di sfiducia avevano avvantaggiato le altre squadre. A Varese è accaduto lo stesso». 

Squadra rivoluzionata tra gennaio e febbraio eppure nel girone di ritorno il bilancio è 0-6. «Devo dire che nelle ultime quattro uscite il gruppo ha giocato bene, pur con qualche sbalzo di rendimento. Col rientro di Macura e l'arrivo di Croswell il livello si è alzato ma questi discorsi non servono se non si vince mai. Ciò che mi conforta è vedere che possiamo giocarcela con tutti, come si è visto nelle ultime due gare. La componente mentale credo sia un fattore importante all'interno di un mix di elementi. Arrivare fino in fondo ma non vincere mai rende tutto più complicato. Se ripenso a quanto avvenuto a Varese, sul + 5 e palla in mano a metà ultimo quarto, si capisce il peso della fiducia: i biancorossi ne avevano, noi ci siamo persi in degli episodi negativi o nella ricerca di giocate a effetto che non servivano. Ci manca cinismo. Siamo a marzo, le squadre ormai sono rodate, giocano bene, sanno riconoscere i punti deboli degli avversari e li attaccano, come ha fatto Varese che ci ha punito nel momento in cui potevamo assestare un colpo alla partita. Invece dal + 5 ci siamo fatti riprendere a causa di nostri errori».

Come si esce da questa situazione? «Vincendo una partita alla volta. Domenica c'è Cremona, una settimana dopo andremo a Sassari. Proviamo a voltare pagina e a focalizzarci sul prossimo impegno senza lasciarci distrarre. So che non è facile ma l'unico modo per cambiare qualcosa è vincere. D'altronde abbiamo scelto di rinforzare la squadra e abbiamo recuperato gli infortunati proprio per provare a conquistare la salvezza. Di tutto il resto parleremo a stagione finita. Durante la pausa dicevo che ci attendevano dieci finali. Ne abbiamo perse due, dobbiamo crederci. E se alla penultima giornata saremo a -4 da Cantù, sapendo che i brianzoli poi si fermeranno, la partita a Desio diventerà una sorta di finale della Coppa del Mondo. Prima però dobbiamo pensare a cosa fare domenica al Palaverde contro la Vanoli».

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.