«Generazione predestinata»: l'Italia di Suigo, Sarr e Niang(s) per rilanciare la Nazionale
Da quella Medaglia d'Argento ad Atene 2004 l'Italbasket non vince più. Anni di delusioni, anche nell'epoca degli NBA che ha lasciato tanta amarezza e pochi risultati. "Non aver conquistato nessun trofeo è stato davvero molto pesante. Ho ricordi che mi provocano grande sofferenza di alcune partite perse", ha detto di recente Marco Belinelli. Purtroppo c'è una correlazione tra i risultati della Nazionale e quella di un movimento sportivo. Ma di questi anni se ne è parlato tanto: da questa estate è iniziato un nuovo capitolo con Luca Banchi, CT ma non solo per un Italbasket che può tornare a sperare con diversi ragazzi in rampa di lancio. "Non se ne parla mai abbastanza: Dame Sarr ha vinto i regionals con Duke, che è saldamente al numero uno del ranking americano in NCAA, giocando in quintetto e più di trenta minuti, con un ruolo importantissimo", dice Banchi ai microfoni di Quinto Quarto. "Stiamo producendo talento. L'ultimo è Luigi Suigo: ce lo invidiano in tutta Europa, è un predestinato. Ovvio, non ce ne sono tantissimi, ma certi talenti non li trovi talvolta neanche se attraversi l'oceano. Godiamo di quello che abbiamo, cerchiamo di valorizzarlo".
Dame Sarr, Luigi Suigo, i fratelli Niang, e ancora Ferrari e tutti i ragazzi dall'altra parte dell'oceano.
L'Italia del futuro (e del presente) è la loro. Da Dame Sarr a Luigi Suigo, i fratelli Niang, Saliou scelto all'ultimo Draft ma ora alla Virtus e Cheickh a Trento, ma già nei radar NBA. Ma non solo. La definisce una "generazione predestinata" coach Luca Banchi, una di quelle che sembra poter "centrare qualcosa di importante". Il futuro è ora: "Speriamo che questa estate, avendo probabilmente ancora più partecipazione, si possa vedere qual è il reale volto di questa generazione. E quale potenziale possa avere di qui a breve. A mio giudizio è una generazione forse non proiettata al Mondiali 2027, dove sarà un'impresa titanica riuscire a qualificarsi visto il girone che ci è toccato e ci toccherà qualora fossimo bravi a qualificarci dopo la prima fase, ma per un risultato a EuroBasket 2029".
La voce di un movimento
Luca Banchi è più di un CT, è portavoce del movimento cestistico italiano. "Talvolta abbiamo una visione iperpessimistica di quanto succede. In realtà come da ogni parte ci sono dei casi e delle distonie che vanno confinati a sé stessi. Per noi quando c'è qualcosa di sbagliato è uno spunto per crescere e migliorare, e non necessariamente un pretesto per condannare". Banchi ritiene il "movimento sano, in evoluzione, consapevole di qualche carenza sulla quale cerchiamo di lavorare". La rinascita del movimento parte dai giovani e dagli allenatori. "A livello giovanile nell'ultima estate le nostre Nazionali hanno fatto risultati incredibili. Addirittura centrando due medaglie e una qualificazione ai Mondiali U17. Questo non significa che il nostro movimento giovanile sia di vertice, ma che stiamo lavorando molto bene. Una scuola di allenatori di primissimo livello, e i risultati lo stanno dimostrando. C'è sempre più interesse rispetto ai nostri allenatori. Due dei più promettenti allenatori europei, Galbiati e Tabellini, sono in EuroLeague. Per Paolo è la prima esperienza all'estero, per Francesco è la seconda. Ma sono allenatori frutto della nostra scuola, è qualcosa di essere orgogliosi".
Un grande problema: bisogna recuperare terreno
Banchi sottolinea come le priorità per il movimento debbano essere due. Avere impianti accoglienti, perché "la visione dello sport moderno è connessa strettamente con la parte sociale". E quella che è "l'urgenza di allargare la base praticanti". Soprattutto per il movimento femminile. Sottolinea il CT: "Bisogna fare una profonda riflessione, e capire che dobbiamo tornare a fare reclutamento nelle scuole con programmi ad hoc. In questo la Federazione è particolarmente sensibile: sono stati stanziati fondi per avviare un progetto per valorizzare i centri minibasket femminili. Sappiamo di avere carenza di numeri, ci sono discipline che fanno forte concorrenza. C'è la volontà, per prima della Federazione perché poi il messaggio arrivi ai club, di voler potenziare questo settore in termini di numero di partecipanti. Speriamo che i brillantissimi risultati della Nazionale di Andrea Capobianco aiutino". In conclusione: "Aumentare la base praticamente, migliorare la qualità delle infrastrutture: questo abbinato alla buonissima qualità dei giocatori che abbiamo, potrebbe permetterci di fare crescere il movimento".