Celtics, Tatum dopo gara 6: "Mai pensato che sarebbe stata facile"

Celtics, Tatum dopo gara 6: "Mai pensato che sarebbe stata facile"

Boston esce da Gara 6 con più domande che risposte, ma Jayson Tatum non si nasconde. Nel post‑partita, mentre Philadelphia festeggia il 106‑93 che rimanda tutto alla bella, l’All‑Star dei Celtics sceglie una linea chiara: niente panico, solo responsabilità e identità da ritrovare. E il primo merito, paradossalmente, va a chi ha chiuso la partita dalla panchina. “Quello che non ci riusciva, i ragazzi della panchina sono riusciti a farlo nel quarto periodo. Bisogna dare merito a quei ragazzi” ha spiegato Tatum, colpito dall’energia del gruppo che ha provato a riaprire la gara. “Avevano una buona energia, un buon ritmo. Muovevano bene la palla, attaccavano il ferro, scaricavano fuori. Stavano semplicemente giocando la pallacanestro dei Celtics”. Un segnale che, secondo lui, ha toccato anche i titolari: “È stato d’ispirazione per il quintetto per tornare a giocare come siamo abituati”.

Poi il focus si sposta su Gara‑7, dove tutto si azzera. “Si tratta solo di rispondere. Ogni serie prende una sua vita, ci sono alti e bassi. Ora siamo alla partita finale, dove o vinci o vai a casa” ha detto Tatum, ricordando come l’esperienza del gruppo possa pesare: “Molti di noi sono già stati in questa situazione, a gara‑7. Quindi dovrebbe essere una partita divertente”. Sulla breve uscita nel terzo quarto, nessun allarme: “La gamba era solo un po’ rigida quando sono uscito. Abbiamo tolto i titolari e lasciato dentro i ragazzi della panchina”. Più preoccupante, semmai, la sensazione di un attacco che ha perso ritmo: “Dobbiamo essere un po’ più uniti, un po’ più duri. Giocare con più ritmo, giocare più veloce. Devi fare tutto in modo più duro: bloccare più duro, ricevere con più ritmo, avere più intenzione”.

E quando gli chiedono se sia deluso dall’arrivo a Gara‑7, Tatum ribalta la prospettiva: “Deluso? No. Ho un’altra opportunità di giocare il gioco che amo”. Una frase che pesa ancora di più ricordando il suo lungo stop passato: “Sono stato fuori per 50 settimane, non potevo giocare a basket. Quindi sono grato che abbiamo un’altra opportunità”. La chiusura è un manifesto semplice, quasi essenziale: “La mentalità è fare qualsiasi cosa serva per vincere. Essere pronti a competere e a divertirsi”. Boston torna al TD Garden con tutto da perdere e tutto da guadagnare. Tatum, almeno nelle parole, sembra già dentro la partita.

Redazione Pianetabasket.com
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