Safeguarding: non prendere sottogamba le responsabilità di società e dirigente

18.04.2026 10:33 di  Umberto De Santis  Twitter:    vedi letture
Safeguarding: non prendere sottogamba le responsabilità di società e dirigente

La decisione n. 164 del tribunale federale nazionale - sezione disciplinare della Figc del 5 febbraio 2026 - precisa le funzioni e le responsabilità delle società calcistiche e del responsabile safeguarding (ma di riflesso lo stesso principio vale per le società sportive in generale). La pronuncia offre una lettura molto chiara del nuovo sistema di tutela dei minori nello sport: non basta dimostrare che non vi siano stati abusi, violenze o discriminazioni. Anche l’inerzia, la scarsa organizzazione o la mancata collaborazione con gli organi federali possono costituire illecito disciplinare. Il caso nasce da una segnalazione riguardante un allenatore del settore “Primi Calci”, accusato di toni eccessivamente duri verso i bambini e viene ben descritto nell'articolo pubblicato da Italia Oggi.

Il punto centrale della sentenza riguarda però la società: mentre l’allenatore è stato assolto, il tribunale ha accertato la responsabilità del presidente e del responsabile safeguarding per non aver rispettato gli obblighi previsti dal regolamento Figc. La decisione ribadisce che il safeguarding non può essere un adempimento formale: il responsabile ha una vera posizione di garanzia, con obblighi di vigilanza, gestione delle segnalazioni e piena collaborazione con gli organi federali. Nel quadro normativo introdotto dal d.lgs. 39/2021 e dalle linee guida federali, la tutela dei minori è un pilastro della governance sportiva. La responsabilità, sottolinea il tribunale, non nasce solo dagli abusi commessi, ma anche dal non aver predisposto per tempo gli strumenti necessari a prevenirli.