DJ Steward: «Sono un grande fan di Carsen Edwards. Futuro a Trento? Vedremo cosa succederà»
L’ultima partita della stagione 2025-26 dell’Aquila Trento porta il nome di DJ Steward. La guardia americana ha chiuso la propria annata con una prestazione straordinaria da 38 punti in gara 5 dei quarti di finale playoff contro la Virtus Bologna, tenendo in bilico la sfida fino agli ultimi possessi e firmando il proprio massimo stagionale. «Concludere l'anno è stato triste perché siamo andati in campo credendoci, ma è stata davvero una partita speciale per me e per tutto il gruppo. Sono orgoglioso del fatto che abbiamo lottato alla pari contro una grande squadra ma soprattutto offerto ai nostri tifosi qualcosa da ricordare», ha dichiarato Steward dopo la sfida. Tra i momenti più significativi della serata c’è stato il duello offensivo con Carsen Edwards, autore di 31 punti per la Virtus Bologna. «Sono stato un grande fan di Edwards, sono cresciuto guardandolo giocare quando ero al liceo. Ricordo di avere seguito le sue partite quando giocava a Purdue, durante la March Madness, quindi arrivare a essere in grado di competere con un talento come lui è stato veramente speciale».
Nel corso della serie playoff l’esterno di Chicago ha mostrato una crescita evidente in termini di leadership e continuità, trovando il proprio miglior basket proprio nel momento più importante della stagione. «Nei playoff arriva sempre il momento in cui fare uno scatto, dimostrare fino in fondo quello di cui sei capace. A maggior ragione se hai l'occasione di sfidare una squadra fortissima come la Virtus: devi riuscire a dare il meglio. In gara 1 non ci siamo riusciti, siamo rimasti un po' nascosti ma in seguito siamo venuti fuori davvero e ci siamo fatti trascinare anche dalle emozioni». Una maturazione che Steward riconosce anche analizzando il suo primo anno in Europa: «Nel corso dell'anno credo di avere imparato a capire quando è il momento della gara in cui il gioco viene dalla mia parte. Senza dovere andare subito a caccia di punti. Agire invece da regista, ragionare su ogni possesso. E ovviamente anche giocare duro, fisicamente ma pure mentalmente. Ho imparato veramente tanto e non vedo l'ora di vivermi questa estate».
Per il classe 2001 la pausa estiva sarà soprattutto un’occasione per continuare a lavorare sul proprio sviluppo. «Amo giocare a basket e allenarmi: questo è il momento più importante per crescere e mettere in pratica quello che hai imparato». Sul suo futuro resta aperta, almeno formalmente, la possibilità di una permanenza a Trento, anche se le probabilità appaiono ridotte. Nonostante ciò, il legame creato con l’ambiente bianconero resta molto forte: «Trento sarà sempre un'opzione per me. Mi hanno trattato come uno di famiglia e ora la sento come se fosse la mia famiglia. Potere chiamare Trento casa è davvero speciale. Non si sa mai, vedremo cosa succederà».