Nurkic su Budenholzer: "Aveva un problema con l'alcol, Suns completamente fuori controllo"
Jusuf Nurkic ha scelto courtsidebuzzig per raccontare un momento particolare, aprendo uno squarcio su ciò che, secondo lui, è accaduto dietro le quinte dei Phoenix Suns durante la gestione di Mike Budenholzer. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: il centro bosniaco parla di un ambiente fuori equilibrio, di un allenatore che avrebbe perso la rotta e di una squadra che non sapeva più come reagire.
Nurkic racconta che lavorare con l’ex coach dei Milwaukee Bucks era diventato complicato, fino al punto di non ritorno. «Alla fine, aveva un serio problema di alcolismo, questo è ben noto» dice, spiegando che quella situazione avrebbe influito pesantemente sulla gestione del gruppo. Il bosniaco aggiunge che Budenholzer «aveva perso completamente il controllo della squadra», un giudizio che pesa come un macigno.
Il racconto prosegue con episodi che descrivono un clima teso, quasi surreale. Nurkic parla di incontri individuali che sembravano più provocazioni che momenti di confronto: «Andavi lì e non potevi credere a quello che diceva». Appena arrivato al campo, sostiene, l’allenatore era «estremamente negativo verso tutti», senza distinzione tra lui, Devin Booker o chiunque altro.
Ogni allenamento, racconta, diventava un susseguirsi di frasi taglienti: «Non sei abbastanza bravo», «Non dovresti giocare a basket» . All’inizio nessuno aveva compreso quanto la situazione fosse degenerata, quanto l’allenatore avesse «perso la bussola» e non si curasse più di come i giocatori si sentissero, «che è la cosa più importante in un ambiente di squadra».
Il quadro che emerge è quello di allenamenti caotici, con pochi giocatori disponibili e una struttura che sembrava sfaldarsi: «Non c’erano abbastanza giocatori per 5 contro 5, solo sei giocatori segnarono quattro canestri e otto in palestra. Era incredibile».
Nurkic riconosce il curriculum di Budenholzer, ricordando che è un allenatore campione NBA, ma si chiede quanto di quel successo fosse merito suo e quanto di Giannis Antetokounmpo: «Quando guardi il curriculum, il problema sembra sempre essere in noi, non in lui». Alla fine, la situazione era diventata insostenibile. «Per questo ho chiesto una trade dopo aver parlato con il proprietario, perché volevo un nuovo inizio e uscire da quella situazione».
Il resto è storia recente. Ma le parole di Nurkic aprono una finestra su un periodo che, fino a oggi, era rimasto avvolto nel silenzio. E raccontano quanto fragile possa diventare una squadra quando chi dovrebbe guidarla perde il proprio equilibrio.