Milan Momcilovic riceve offerte da oltre $3 milioni dopo aver rinunciato al draft
Milan Momcilovic ha scelto di tirarsi fuori dal Draft NBA 2026 e, nel momento stesso in cui lo ha fatto, il suo nome è diventato uno dei più contesi del college basketball. È bastato un annuncio per trasformarlo in un giocatore da oltre tre milioni di dollari in offerte NIL, una cifra che racconta molto più del semplice valore di mercato: racconta quanto oggi il tiro da fuori sia diventato una valuta rara e preziosa.
Secondo quanto riportato da Evan Sidery, Momcilovic ha attirato proposte che superano i tre milioni di dollari, arrivate da programmi di alto livello delle power conference. È un interesse che nasce da un dato semplice: sarebbe stato scelto tra la fine del primo giro e l’inizio del secondo, una zona del Draft in cui il contratto da rookie spesso vale meno di ciò che un giocatore può ottenere restando al college. Per Momcilovic, la matematica è diventata improvvisamente un argomento convincente.
Il suo profilo tecnico spiega il resto. Nella stagione 2025‑26 a Iowa State ha tirato con il 48.7% da tre punti, convertendo 3.7 triple su 7.5 tentativi a partita, numeri che lo collocano nella fascia più alta degli specialisti collegiali. Ha chiuso l’anno con 16.9 punti di media e un miglioramento evidente anche nelle percentuali dal campo, salite al 50.6%. La sua crescita è stata costante, costruita su spacing, movimento senza palla e un’efficienza che si è consolidata nel corso delle sue tre stagioni NCAA.
Il punto, però, non è solo tecnico. È economico. Il confronto tra contratti NBA e pacchetti NIL è diventato un tema centrale per chi si trova nella stessa fascia di Draft. Le scelte di fine primo giro o inizio secondo spesso non garantiscono un immediato ritorno economico paragonabile a ciò che i programmi universitari sono disposti a investire per trattenere tiratori affidabili e già pronti a livello offensivo. Le offerte che circondano Momcilovic riflettono esattamente questa dinamica: accordi strutturati attraverso collettivi NIL, pensati per mantenere competitività e continuità di roster.
La sua carriera finora parla di un giocatore costante, con medie complessive di 13.2 punti, 3.2 rimbalzi e 1.1 assist, numeri che hanno trovato la loro piena maturazione nell’ultima stagione. Ora, con il Draft alle spalle e un mercato universitario pronto a investire su di lui come su pochi altri, Momcilovic si ritrova in una posizione rara: quella di un tiratore che vale più restando che partendo. Una storia perfettamente in linea con il nuovo equilibrio del basket NCAA, dove il talento non è più solo una questione di prospettiva, ma anche di strategia economica.