Caos NCAA e NIL: il tema arriva al Congresso. Ecco cosa sta succedendo
Una giornata cruciale per il futuro della NCAA e del fenomeno NIL, nei giorni in cui si parla della possibilità che i vari Niang e Ellis diventino improvvisamente ineleggibili per il college.
COSA È SUCCESSO MERCOLEDÌ
L'ex allenatore di Alabama Nick Saban si è presentato davanti ai senatori degli Stati Uniti in una storica udienza a Capitol Hill, chiedendo al Congresso di "portare ordine in un sistema che ha un disperato bisogno di essere sistemato" nell'era dei trasferimenti e dei contratti NIL. Aprendo la sua testimonianza, Saban ha precisato: "non rappresento nessuna conference o nessuna squadra.". Il leggendario coach ha poi inquadrato l'urgenza della situazione sportiva universitaria davanti alla Commissione del Senato per il Commercio, la Scienza e i Trasporti: "Il Congresso non ha bisogno di microgestire l'atletica universitaria. Il Congresso deve sistemare il caos nei tribunali e creare un quadro normativo nazionale in modo che le persone all'interno degli sport universitari possano far rispettare regole eque. Senza questa certezza del diritto, ogni regola diventa un'altra causa legale, ogni standard diventa un altro rischio e il sistema continua a scivolare verso un modello professionistico.".
Al centro del dibattito governativo vi è il Protect College Sports Act, una proposta di legge che fornirebbe alla NCAA un'esenzione antitrust, limitando i trasferimenti e vietando le assunzioni di coach durante la stagione tramite quella che il Senatore Ted Cruz ha definito la "regola Lane Kiffin". Saban ha ammesso che il disegno di legge "non è perfetto e sono sicuro che molti, molti aggiustamenti debbano essere fatti," ma lo sostiene con forza: "Non credo che questo sia bipartisan. Penso che dovrebbe essere apartitico. È così importante in termini di sport universitari, in termini di futuro per i giovani. Protegge gli atleti, protegge le opportunità, protegge l'equilibrio competitivo, protegge gli sport che non generano sempre entrate ma che contano comunque. Dà agli atleti universitari la possibilità di andare avanti con regole chiare, nazionali e applicabili. Per questi motivi, sostengo il College Sports Act ed esorto il Congresso ad agire.". Cruz si è detto "piuttosto fiducioso" sull'approvazione, definendo il testo "l'ultima migliore speranza che abbiamo per salvare gli sport universitari." e spiegando che l'uso costante del termine "studenti-atleti" è stata "una scelta deliberata" e "un compromesso che ho dovuto fare per ottenere il supporto bipartisan.". A fargli eco è stata la Senatrice Maria Cantwell, convinta che il Congresso "può e deve scrivere regole migliori che mettano gli atleti al primo posto e mantengano forti le nostre istituzioni,".
IL CAOS DEL NIL
Le conseguenze della mancata regolamentazione federale sono state ribadite dalla commissaria della Pac-12 Teresa Gould, la quale ha avvertito che senza interventi si rischia il taglio di molti sport olimpici: "Abbiamo visto i dati. Le minacce sono reali.". Saban ha evidenziato l'esplosione dei fondi NIL ad Alabama, passati da 2,7 a 24 milioni di dollari: "Ora ci sono scuole che hanno roster da quasi 40 milioni di dollari,". Per proteggere la competitività, il coach difende le restrizioni della proposta: "Questo disegno di legge riconosce la differenza tra un vero NIL e un 'pay-for-play' mascherato. Dà agli studenti-atleti il diritto federale di guadagnare compensi NIL, ma crea anche regole sui contratti, sugli agenti e sull'applicazione in modo che il sistema abbia integrità.". Sulla spinosa questione del transfer portal, Saban ha aggiunto: "Gli atleti dovrebbero avere una vera libertà. Un giovane non dovrebbe rimanere intrappolato in una brutta situazione. Ma la libertà di trasferimento illimitata, combinata con incentivi 'pay-for-play', ha creato qualcosa di molto simile a una free agency illimitata senza contratti, senza regole e senza stabilità. Questo rende più difficile costruire squadre e più difficile far crescere i giovani.".
Dal punto di vista finanziario, il direttore atletico di Notre Dame Pete Bevacqua ha sottolineato la necessità di un tetto di spesa "realistico", giudicando l'attuale limite fissato a 20,5 milioni "troppo basso.". Bevacqua ha attaccato aspramente l'attuale direzione del sistema collegiale: "Il concetto di un limite derivante dall'accordo della Camera, a mio parere, è una fallacia. Non c'è alcun limite. È un'equazione. ... Avrai una generazione di studenti-atleti, migliaia di casi, che finiscono il loro percorso universitario senza una laurea, con soldi che sono fugaci, quindi quando avranno 25 anni, avranno dilapidato quei soldi e sarà una sorta di buona fortuna per il resto della tua vita.". Il timore del dirigente è che il panorama sportivo si trasformi in una "super lega". Ha infatti avvertito: "Se si continua ad avere tutte le risorse concentrate nel football con costi del roster crescenti, e senza sapere dove si andrà a finire, credo che il risultato inevitabile sia che ci sarà un piccolo gruppo di scuole che si differenzierà dalle altre e giocherà a football a livello di super lega. Non credo sia un bene per il football universitario essere una mini-NFL. Non è questo lo spirito del football universitario.". Nonostante questi accorati appelli, non tutti sono d'accordo e l'iter normativo incontra degli ostacoli: la SEC e la Big Ten hanno diramato un comunicato affermando che "non supportano il disegno di legge così come redatto" perché "lascia irrisolte questioni critiche," tra cui la mancanza di una legislazione federale capace di prevalere "in modo significativo" sulle leggi dei singoli stati. Attesa per possibili decisioni.