David Torresani pronto alla NCAA: «Il mio gioco istintivo per dare il meglio»
Per la terza volta alla Ghirada, ancora una volta davanti agli occhi di scout, dirigenti e addetti ai lavori arrivati da tutto il mondo, David Torresani vive l’Adidas Eurocamp come una tappa ormai consolidata del suo percorso di crescita. Il play classe 2005, dopo l’esperienza con Treviso Basket, si prepara al grande salto verso la San Diego State University per disputare il campionato universitario NCAA. Alla 19ª edizione della prestigiosa manifestazione organizzata da Adidas a Treviso, Torresani si presenta con maggiore consapevolezza rispetto al passato: «Tecnicamente sono un po’ più avanti. L’esperienza acquisita mi aiuta molto. Sono più sicuro. Mi aspettano tre partite toste. Con me in squadra c’è Theo Airhienbuwa, insieme abbiamo vinto l’oro europeo U20. Ci conosciamo da tempo, da quando giocava a Verona», dice a Il Gazzettino.
Dopo una stagione importante in LBA, con spazio e responsabilità, Torresani racconta la propria crescita e gli aspetti su cui continuare a lavorare: «Ho acquisito costanza nel tiro, in particolare da tre punti, le percentuali penso lo abbiano certificato. Ma è un fondamentale sul quale devo continuare a lavorare ancora tantissimo. Inoltre penso di avere fatto passi in avanti nella lettura del gioco». Il prossimo passo sarà l’approdo negli Stati Uniti, una sfida che il giovane italiano vuole affrontare con entusiasmo: «Sinceramente ancora non lo so concretamente. Sarà una grande esperienza che cercherò di vivere al meglio. So solo che sarà un mondo tutto nuovo. In campo avrò a che fare con un gioco meno ragionato, istintivo e molto più fisico. Essendo io un giocatore istintivo penso che riuscirò ad ambientarmi bene».
A San Diego Torresani troverà anche un altro italiano, il lungo Luca Vincini, con cui condividerà il percorso universitario. «Non ci conosciamo direttamente, ma solo come avversari. Ha giocato anche lui in LBA. Sarà un aiuto, un sostegno reciproco», ha spiegato il playmaker, che oltre al basket ha scelto di investire anche sulla formazione accademica: «Esatto, mi sono orientato sul settore food e nutrizione, per diventare dietologo, magari in futuro mi servirà una volta terminata la carriera». L’opportunità NCAA era già stata valutata in passato: «Già l’anno scorso avevo una mezza idea di partire. C’erano stati contatti con alcune università, poi per diversi fattori tra i quali l’arrivo di coach Alessandro Rossi a Treviso ho preferito rimandare la partenza. Alla fine è andata meglio così perché mi è stato dato parecchio spazio e ho accumulato più esperienza. Questo mi aiuterà nel salto che mi appresto a fare. Direi che ora la tempistica è perfetta di fronte alla proposta molto buona che mi è stata fatta».
Il futuro resta aperto anche oltre il college, ma Torresani preferisce concentrarsi sulla crescita personale: «Non ho un reale obiettivo. Il college ti dà tanta esperienza, a livello individuale e fisico. Ma può succedere di tutto, andare benissimo e fare il salto in NBA oppure male. Comunque vada, oltre a fare esperienza avrò acquisito un modo nuovo di vedere il basket. Saranno tutti plus che andranno ad aggiungersi al mio bagaglio. Il lavoro individuale che si fa negli Usa è completamente diverso. Un salto di qualità». Sul rapporto con la Nazionale aggiunge: «L’idea ci sarà sempre. Già a ottobre ho partecipato al mini raduno con i giovani prospetti. In estate spero di fare ancora qualcosa».
Per Torresani è anche il momento di salutare Treviso dopo sette anni: «Come giocatore e persona mi ha dato tantissimo. Sono stato qui 7 anni. Mi porterò dietro tutto quello che ho imparato dentro e fuori dal campo, le persone, la città». Sul futuro della squadra biancoceleste commenta: «Ripartire da quel gruppo è fondamentale. Sono già stati confermati due dei giocatori più importanti del traguardo raggiunto. Così parti già avvantaggiato, i giocatori si conoscono, sanno cosa vogliono e cosa no. Sono felice per questa scelta». E ai giovani che vogliono intraprendere il suo stesso percorso lascia un consiglio: «Non c’è un preciso percorso. Ognuno ha il suo e deve essere bravo a trovarlo. Quando invece c’è da fare una scelta è bene ascoltare cosa ti consigliano le persone esperte che ti sono vicino e fare quella migliore, non quella più conveniente al momento».