TAGLIA FUORI – Ep. 10: Il weekend che ha ribaltato tutto

01.06.2026 07:29 di  Gianfranco Pezzolato  Twitter:    vedi letture
TAGLIA FUORI – Ep. 10: Il weekend che ha ribaltato tutto
© foto di Brondi / Ciamillo

Venezia sbanca Bologna e fa 1-0. Brescia non si arrende e pareggia con Milano: 1-1. Due serie aperte, nessuna certezza. Il tabellone che sembrava scritto è già da rifare.

Bologna–Venezia, Gara 1: il problema si chiama Wiltjer

La Virtus ha dominato la regular season con una delle difese più solide del campionato. Sabato sera Venezia ha infilato 12 triple e smazzato 22 assist, producendo un attacco collettivo che ha messo Bologna sistematicamente in crisi: quando la palla si muove così velocemente e con così tanta precisione, la difesa individuale dei bianconeri non ha abbastanza coperture per reggere su tutto il campo contemporaneamente. Il problema specifico si chiama Kyle Wiltjer: 26 punti e 6 bombe da tre, MVP indiscusso della serata. Wiltjer non è atletico in nessun senso convenzionale del termine, ma è uno dei tiratori più intelligenti d'Europa nel capire dove mettersi nel momento in cui la difesa collassa. Bologna lo sa, lo ha sempre saputo eppure non ha trovato una soluzione. Secondo lo stesso Jakovljevic, nei primi 20 minuti Wiltjer ha segnato 19 punti, poi soltanto 7 nella ripresa, perché la difesa su di lui è migliorata ma a quel punto Bologna perdeva difesa su altri giocatori. È un problema di sistema, non di esecuzione puntuale. Bologna paga 6/22 dall'arco e 14 palle perse: non bastano i 21 punti di Edwards, i 16 di Diouf e i 12 di Vildoza. Il dato delle palle perse racconta meglio di qualsiasi altro la serata bianconera: ogni volta che la Virtus ha smesso di muovere la palla e ha provato a risolvere tutto in isolamento, Venezia ha punito in contropiede. Un meccanismo prevedibile, e tuttavia non corretto. Dato da non trascurare: per la settima volta nei playoff LBA entrambe le semifinali si aprono con vittorie esterne  racconta qualcosa su quanto il fattore campo in Italia valga davvero quando la posta si alza.

Brescia–Milano, Gara 2: il tiro da tre come cartina tornasole

Brescia vince 85-79 e pareggia la serie. Milano tira 5/24 da tre punti di squadra. Non è un dettaglio: è la chiave tattica della partita. In Gara 1 l'Olimpia aveva punito sistematicamente ogni collasso difensivo bresciano  10/21 da tre. In Gara 2 Brescia alza la pressione sulle linee di passaggio esterne, rende difficili le ricezioni ai tiratori e costringe Milano a trovare soluzioni diverse. Brooks finisce con 1/6 dall'arco, Guduric 0/5, LeDay 0/2. Quando questi tre non tirano, l'attacco di Poeta si svuota.  Dall'altra parte Della Valle chiude con 28 punti e Ivanovic ne aggiunge 24. Il primo attacca i cambi difensivi e guadagna falli 30 tiri liberi tentati da Brescia contro i 28 di Milano, a conferma di una partita vinta anche sul contatto. Il secondo gestisce il gioco e punisce quando la difesa sceglie di raddoppiare. Insieme fanno 52 punti contro la miglior difesa della stagione regolare. Non è fortuna  è costruzione. L'episodio che cambia la partita avviene sul 66 pari: Diop accenna una testata su Della Valle e viene espulso. Nel caos che ne segue, Guduric commette un fallo antisportivo su Ivanovic. Due errori di gestione emotiva consecutivi nel momento in cui la partita era sul filo, Milano aveva appena sorpassato e aveva bisogno di lucidità. Brescia ne approfitta e costruisce il vantaggio decisivo nel finale. Questa serie si deciderà su Ivanovic. Non su Della Valle, che è già oltre qualsiasi aspettativa. Su Ivanovic, perché è lui il giocatore che cambia l'architettura dell'attacco di Brescia: quando entra in ritmo smista, attacca i cambi e toglie pressione a tutti gli altri. E c'è già la notizia di mercato sullo sfondo: Ivanovic lascerà Brescia a fine stagione per trasferirsi in Turchia.  Gara 3 a Milano mercoledì. Chi vince è virtualmente in finale.