Spurs alle Finals, è la seconda squadra più giovane nella storia: da Wemby a Castle e Harper

31.05.2026 08:10 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Spurs alle Finals, è la seconda squadra più giovane nella storia: da Wemby a Castle e Harper

I San Antonio Spurs si preparano ad affrontare le NBA Finals bruciando le tappe in modo sorprendente rispetto a quanto la storia suggerisse. Guidata da Victor Wembanyama, nominato MVP delle Conference Finals all'unanimità, la squadra texana è diventata la prima nella storia ad approdare all'atto conclusivo con i due migliori marcatori, ovvero lo stesso francese e la guardia Stephon Castle, di età pari o inferiore ai 22 anni. Inoltre, secondo i dati di ESPN Research, si tratta della seconda franchigia più giovane di sempre a raggiungere le Finals calcolando i minuti ponderati giocati, dietro solo ai Portland Trail Blazers del 1977. La mentalità del fenomeno transalpino è stata ben riassunta dalle sue stesse parole: «"Vincere il Larry O'Brien è un sogno d'infanzia," ha dichiarato Wembanyama. "Avere una vera possibilità di farcela, avere un'occasione, un'occasione tangibile di vincerlo, realizzare un sogno... Il giorno in cui vinceremo, parlando per me stesso, sarà un giorno incredibile per la realizzazione di un sogno. È difficile da esprimere a parole. È quasi come il senso della mia vita."». A fargli eco è coach Mitch Johnson, che ha elogiato il suo fuoriclasse: «"Secondo me, ha una visione così chiara di chi vuole essere come persona e come giocatore," ha detto l'allenatore. "L'impegno e l'investimento che mette in quella visione non assomigliano a nulla che io abbia mai visto prima."».

Oltre al fuoriclasse francese, i texani hanno potuto contare su un cast di supporto straordinariamente avanzato. A spiccare è senza dubbio il ventunenne Stephon Castle, guardia al terzo anno che in questi playoff ha assunto un ruolo da stella. Nel cammino di 18 partite che ha condotto alla conquista del titolo della Western Conference, Castle ha fatto registrare medie di 19,2 punti e 6,7 assist. Non pago del contributo offensivo, il giovane talento si è caricato sulle spalle anche enormi responsabilità difensive, ergendosi a difensore primario contro avversari del calibro di Anthony Edwards e Shai Gilgeous-Alexander negli ultimi due turni.

Un altro tassello fondamentale in questo cammino è stato il rookie ventenne Dylan Harper, scelto come numero due assoluto al Draft appena undici mesi fa. Harper ha messo la sua firma nei momenti cruciali: dai 24 punti messi a referto nella fondamentale vittoria all'overtime in Gara 1, ai 18 punti segnati in 22 minuti di grande impatto dalla panchina in Gara 6 per spingere i Thunder sull'orlo del baratro. Sue, infine, sono state una tripla nel finale e alcuni rimbalzi vitali nei momenti decisivi che hanno spinto San Antonio alla vittoria. Ora gli Spurs affronteranno i New York Knicks nelle NBA Finals, un'occasione d'oro per Harper, originario proprio del New Jersey: «"Il mio sogno è sempre stato quello di giocare al Garden nelle NBA Finals," ha confessato il rookie. "Posso farlo al mio primo anno."».

Iacopo  De Santis
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Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.