La maledizione del "back-to-back" continua per l'ottava stagione

La maledizione del "back-to-back" continua per l'ottava stagione
© foto di nba.com

Ci sono stagioni che sembrano voler ribaltare ogni certezza, e questa NBA non ha fatto eccezione. La corsa al titolo ha rimesso in scena un copione ormai familiare: il campione in carica che prova a difendere il trono e finisce per scivolare un passo prima della meta. È successo ancora, come se una mano invisibile continuasse a impedire il bis. Da quando i Warriors di Stephen Curry e Kevin Durant avevano completato il loro doppio trionfo nel 2017 e nel 2018, nessuno è più riuscito a ripetersi.

Thunder, questa volta, avevano dato l’impressione di poter spezzare l’incantesimo. Avevano superato ostacoli che i campioni precedenti non erano riusciti nemmeno ad avvicinare, spingendosi fino a un Gara‑7 casalinga nella finale di Western Conference, un traguardo che nessuno dei detentori del titolo degli ultimi anni aveva raggiunto. Ma la vittoria degli Spurs al Paycom Center ha riportato tutto al punto di partenza, confermando che la lega vive ormai in un’epoca in cui le dinastie sembrano un concetto che ormai appartiene a un’altra era.

La cosiddetta “maledizione” continua, e a giugno saranno gli Spurs o i Knicks a diventare l’ottavo campione diverso in otto stagioni. Una varietà che la NBA osserva con favore, perché per Adam Silver l’obiettivo non è cambiare padrone ogni anno, ma garantire un equilibrio reale, un terreno di gioco in cui ogni franchigia possa credere di avere una possibilità concreta.

Dal 2019 in poi, la lega ha imboccato una strada nuova. Toronto, Los Angeles, Milwaukee, Golden State, Denver, Boston, Oklahoma City: ogni primavera ha portato una storia diversa, un contesto diverso, un campione diverso. Un’instabilità che ricorda più la fine degli anni Settanta che le grandi dinastie che hanno segnato i decenni successivi, quando la NBA aveva visto sei campioni diversi in sei anni prima della lunga dominazione di Celtics e Lakers.

Il presente racconta un’altra cosa: un campionato che cambia volto di continuo, una corsa al titolo che non concede repliche e un equilibrio che, nel bene e nel male, ha riscritto le gerarchie. E mentre la maledizione del doppio titolo continua a colpire, la lega si prepara ad accogliere un nuovo campione, l’ottavo in otto anni, in un panorama che non smette di sorprendere.

Redazione Pianetabasket.com
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