San Antonio vince Gara 7 ed elimina i Thunder: gli Spurs tornano alle Finals dopo 12 anni
I campioni in carica sono ufficialmente fuori dai playoff: i San Antonio Spurs, guidati da Victor Wembanyama (MVP delle Finali di Conference), hanno conquistato l'accesso alle NBA Finals superando gli Oklahoma City Thunder per 111-103 in una tesissima Gara 7 in trasferta. Il talento francese, autore di 22 punti, ha commentato con emozione il traguardo: «Questo sentimento non posso spiegarlo, è così potente. Vogliamo altre quattro vittorie, non abbiamo ancora finito». Ad affiancarlo nella memorabile serata di sabato ci hanno pensato un caldissimo Julian Champagnie (20 punti, di cui 18 arrivati da oltre l'arco), Stephon Castle con 16 punti e De’Aaron Fox con 15. Per la franchigia texana si tratta del ritorno all'atto conclusivo della stagione per la prima volta dal 2014; mercoledì sera ospiteranno i New York Knicks in Gara 1.
A differenza delle precedenti quattro sfide della serie, dominate e già decise prima dell'ultimo quarto, Gara 7 ha regalato un finale degno di questo nome, con gli Spurs avanti 80-77 all'inizio della frazione decisiva. Un momento chiave del quarto periodo è arrivato a metà frazione, quando Luke Kornet ha stoppato Isaiah Hartenstein al tabellone, negando un canestro in contropiede che avrebbe riportato i Thunder a sole quattro lunghezze di svantaggio. Nonostante i soli 2 punti a referto in sei minuti di gioco, la giocata difensiva di Kornet ha spento le ultime speranze di rimonta dei padroni di casa. Soddisfatto coach Mitch Johnson, che ha elogiato la maturità dei suoi: «A ottobre sapevamo di avere la possibilità di essere piuttosto bravi, i giocatori hanno fatto quello che hanno fatto tutto l'anno e si sono fatti trovare pronti nel momento più importante».
ARE YOU KIDDING ME LUKE KORNET???
— NBA (@NBA) May 31, 2026
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Ai Thunder non sono bastati i 35 punti e 9 assist di un immenso Shai Gilgeous-Alexander, oltre ai 17 punti di Cason Wallace e i 12 a testa di Jared McCain e Alex Caruso. L'assenza per infortunio di Jalen Williams, fermato da un problema al bicipite femorale, ha pesato enormemente sulle rotazioni dei campioni uscenti, rimasti senza benzina nel finale. Per l'ottavo anno consecutivo la NBA incoronerà un nuovo vincitore. Coach Mark Daigneault ha espresso l'amarezza ma anche l'orgoglio del suo gruppo: «Bisogna crescere da ogni esperienza, incluse quelle dure. Siamo davvero delusi, ma sentiamo di poter battere chiunque, con tutto il rispetto». Una delusione condivisa da Gilgeous-Alexander, che ha concluso ricordando la complessità dell'impresa: «Vincere un titolo NBA è già molto difficile di per sé una volta, rifarlo daccapo non fa che renderlo ancora più complicato».