Victor Wembanyama: "La mia vita è incredibile! Ho realizzato un sogno!"

Victor Wembanyama: "La mia vita è incredibile! Ho realizzato un sogno!"

C’è un istante, in una stagione che sembra infinita, in cui la tensione si scioglie e lascia spazio a qualcosa di più grande. Per Victor Wembanyama quel momento è arrivato al suono dell’ultimo buzzer, quando le lacrime hanno anticipato le parole e hanno raccontato da sole quanto fosse stato lungo e pesante il viaggio fino a lì. Tre anni dopo il suo arrivo, gli Spurs tornano in finale NBA, e lui, MVP della finale di conference, si ritrova al centro di un’emozione che lo travolge e lo sorprende allo stesso tempo.

La partita aveva rischiato di piegarsi nel momento più delicato, quando il suo quinto fallo nel cuore del quarto periodo aveva fatto trattenere il fiato a tutti. Ma Wembanyama è rimasto in campo, saldo, trascinando con sé una squadra che ha seguito il suo esempio fino all’ultimo possesso. Aveva iniziato forte, chiuso con 22 punti e 7 rimbalzi, ma è stato tutto ciò che c’era intorno a quei numeri a renderlo il protagonista assoluto della serie.

Quando si è presentato davanti ai giornalisti, dopo giorni di conferenze lampo e una addirittura saltata per la tensione, si è finalmente lasciato andare . «Ciò che mi entusiasma di più è provare di nuovo ciò che ho sentito quando la sirena finale ha suonato» ha sorriso. «Ancora… ancora… e ancora più forte!». Poi ha aggiunto: «Tutte le ore di lavoro che investiamo sono fatte per vivere questo tipo di emozioni. Voglio vincere così tanto che a volte ho l’impressione che la mia vita dipenda da questo».

Per dieci minuti ha parlato senza filtri, come se avesse finalmente tolto un peso dal petto. «Mio Dio… è un’opportunità irreale. La mia vita è incredibile! Vivere tutto questo con questi ragazzi che amo enormemente…» ha sospirato. «È straordinario. Voglio provare questa emozione ancora e ancora nella mia vita» . E poi, quasi a voler fissare un punto nella sua storia personale, ha confessato: «Vincere il trofeo Larry O’Brien… è un sogno d’infanzia. E oggi avere una vera possibilità di vincerlo, una possibilità concreta di realizzare questo sogno… è un’opportunità unica nella vita. Non si sa mai quando un’occasione del genere si ripresenterà. Il giorno in cui vinceremo quel trofeo, per me sarà un momento straordinario, la realizzazione di un sogno. È difficile da descrivere a parole. È quasi… il senso della mia vita».

Quando il discorso è tornato sulla partita, Wembanyama ha ringraziato Julian Champagnie, Luke Kornet, i compagni e lo staff, riconoscendo quanto questo percorso sia stato condiviso e quanto lui stesso sia cambiato in questi due mesi di playoff, i primi della sua carriera. «Ho imparato molto su me stesso. Ho scoperto che potevo superare ostacoli di cui non sospettavo nemmeno l’altezza» ha concluso. «Ho trovato in me risorse di perseveranza e determinazione. Lo sapevo già in parte, ma farlo a questo livello… parliamo del miglior basket al mondo. E la cosa più folle è che voglio vivere tutto questo altre quindici o venti volte. Speriamo solo che non diventi una dipendenza. Anche se forse lo è già». Forse è proprio qui che si nasconde il segreto della sua ascesa: non solo il talento, non solo la statura, ma quella fame che non si placa, quella voglia di tornare ancora e ancora a quel momento in cui la sirena suona e tutto sembra possibile, a braccia alzate.

Redazione Pianetabasket.com
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