TAGLIA FUORI — Ep. 8: Tre gare 5, un solo verdetto: la gerarchia regge, ma le fa sudare tutte.
Per una settimana abbiamo raccontato l'epica dell'upset: l'ottava che vince a Bologna, Trieste che ruba il fattore campo, Tortona data per spacciata e mai doma. E poi, alla resa dei conti, succede la cosa più ordinaria del mondo: in semifinale ci vanno le prime quattro teste di serie, Bologna, Brescia, Milano, Venezia e a casa tornano, in fila indiana, la quinta, la sesta, la settima e l'ottava. Tre serie su quattro fino a gara 5, zero sorprese nel verdetto. La gerarchia ha retto: solo che si è fatta spingere fino all'ultimo respiro.
Bologna-Trento 106-95. Il dato più crudele del basket, servito in tavola: DJ Steward segna 38 punti e la sua squadra esce dai playoff. Perché le notti da fenomeno di un singolo, in gara 5, quasi mai bastano: la Virtus ha risposto con il lavoro diviso fra i 33 di un MVP come Edwards, i 19 di Niang e i 10 a testa di Diarra e Hackett oltre a Morgan 11. E c'è un'altra cifra che pesa: Trento era avanti 76-79 dopo trenta minuti, poi è stata travolta da un ultimo quarto in cui Bologna ha piazzato un parziale di 13-0. Tradotto: la profondità, quando le gambe si svuotano, fa la differenza che il talento da solo non fa. Aggiungeteci la firma silenziosa delle Vu Nere, terzo anno di fila a gara 5 ai quarti, terza qualificazione su tre e avete il ritratto di una squadra che ha fatto della sofferenza un metodo.
Venezia-Tortona 89-83. La statistica più bella è quella che nessun tabellino mette in prima pagina: in cinque partite, cinque vittorie della squadra di casa. Il fattore campo non è stato violato nemmeno una volta in tutta la serie, cosa rarissima in un quarto da cinque gare e così in gara 5, di nuovo al Taliercio, l'ha spuntata Venezia, ma solo dopo un finale punto a punto. Morale: in questa serie l'unica vera variabile è stata il parquet, e la Reyer ne aveva uno in più. Non è dettaglio da poco quando si discute di chi meritasse la semifinale.
Brescia-Trieste 90-75. Il numero che pesa più del punteggio: Jahmi'us Ramsey, miglior marcatore della regular season con 19.3 di media e vincitore dell'Antonello Riva Trophy, nella gara che valeva la stagione si è fermato a 2 punti. Quando il tuo terminale offensivo numero uno si spegne proprio nella notte decisiva, nemmeno una difesa volenterosa basta a tenerti a galla. Brescia ringrazia, si appoggia ai 24 di un Ivanovic da MVP di serata, e si guadagna un déjà-vu pesante: ritrova Milano in semifinale come nel 2024, quando l'Olimpia passò 3-0 e poi vinse lo scudetto.
Tiro dall'angolo. Morale della settimana più lunga dei playoff: le favorite hanno vinto tutte, ma nessuna è uscita indenne. E qui c'è il dato che conta per quello che verrà: Milano è qualificata da giovedì scorso e arriva alle semifinali con due serie in meno di usura nelle gambe, mentre Bologna, Brescia e Venezia hanno speso una gara 5 ciascuna, con rotazioni accorciate e serbatoi mezzi vuoti. Le sfavorite non hanno ribaltato il tabellone, ma a tutte hanno staccato un conto da pagare. E nei playoff il conto, prima o poi, arriva.