Valerio Bianchini parla del progetto Roma e manda un messaggio alla Virtus Roma
Valerio Bianchini è coinvolto nel progetto Roma targato Donnie Nelson e Luka Doncic. È stato proprio il primo ad annunciare la presenza del Vate nell'operazione, attuata con l'acquisizione e quindi il trasferimento del titolo della Vanoli Cremona. Dopo 40 anni torna in Serie A con una squadra della Capitale. "Con un senso enorme di gratitudine verso l'Nba che ha scelto Roma come luogo imprescindibile dove realizzare 11 suo progetto di espansione in Europa e verso Donnie Nelson che sin da subito mi ha coinvolto in questo percorso entusiasmante", dice Bianchini in un'intervista al Corriere della Sera Ed. Roma. "La cosa che mi ha convinto a spendermi per l'affermazione di questa nuova realtà è il curriculum nel mondo della pallacanestro di chi guida l'avventura: Donnie Nelson è uno dei più grandi scout della storia dell'Nba, non a caso Nowitzki e Doncic a Dallas li ha portati lui e poi è sempre stato molto attento a creare ponti tra il basket Usa e quello europeo. Rimantas Kaukenas da giocatore ha un passato che non si discute e su Luca Doncic ogni mia parola sarebbe di troppo. Ecco, il fatto che ci siano autentici "baskettari" mi ha dato la garanzia che non fosse solo un tentativo di speculazione finanziario-commerciale che sfruttasse il nome di Roma per qualcosa di diverso da finalità sportive. Abbiamo aspettato, per rispetto della gente di Cremona, che fosse stato lo stesso presidente Vanoli a rendere ufficiale il passaggio del titolo sportivo prima di iniziare a parlare di organigramma".
Bianchini farà da consulente a Donnie Nelson, che potrebbe sbarcare in Italia nei prossimi giorni "Nelson mi ha chiesto di testimoniare la Roma passata per trasferirla nella Roma futura, credo avendo fiducia nella mia conoscenza delle dinamiche e delle tante realtà che compongono l'universo cestistico capitolino", prosegue. "Il primo anno noi dobbiamo mettere radici e risvegliare la passione della città e il Palazzetto dello sport può essere il luogo giusto da dove ripartire. Aspettando che sia realizzata la copertura dello stadio del tennis. Come reagirà Roma? Sta a noi coinvolgerla, stimolarla, risvegliare la passione. A Roma il basket è un fiume carsico, scorre sottoterra, ma ha un'enorme portata d'acqua. Nelson mi ha chiesto di provare a fare un piccolo miracolo, cercando di fare rete come mai si è fatto. Perché Roma ha sempre creato grandi giocatori da offrire al basket internazionale e adesso la diaspora potrebbe vedere la fine".
Infine manda un messaggio alla Virtus Roma, che rivendica il suo ruolo di unico testimone del basket romano di vertice. "E le auguro di centrare la promozione in A2: due squadre di alto livello nella stessa città possono solo contribuire a veicolare il messaggio del basket. Ho il massimo rispetto per la Virtus e per i suoi dirigenti e per tutti coloro che si impegnano in prima persona in un mondo complicato". Rischio affollamento con il progetto di Paul Matiasic (che si è accordato con Stella EBK, intanto)? "[Tre] club sarebbero troppi... È una buona cosa, pensando alla Virtus, se ci fosse una seconda squadra. In tre soffrirebbero tutti. E solo una sarebbe ammessa all'Nba Europe".