Kings: quanto pesa la scelta di cedere due playmaker che hanno raggiunto le Finals NBA?

Kings: quanto pesa la scelta di cedere due playmaker che hanno raggiunto le Finals NBA?

Ci sono momenti in cui una franchigia è costretta a guardarsi allo specchio, non per ciò che è diventata, ma per ciò che avrebbe potuto essere. A Sacramento questa sensazione è tornata prepotente, perché il destino ha deciso di intrecciare due storie parallele che oggi fanno ancora più rumore: Tyrese Haliburton e De’Aaron Fox. I due playmaker, che avrebbero dovuto rappresentare il futuro dei Kings, hanno raggiunto le Finals in due anni consecutivi dopo aver lasciato la California. Un paradosso che condiziona il giudizio sulle stagioni recenti della franchigia, irreversibilmente.

Tutto è iniziato nel 2022, quando Sacramento decise di cedere Haliburton, Buddy Hield e Tristan Thompson a Indiana in cambio di Domantas Sabonis, Justin Holiday, Jeremy Lamb e una seconda scelta. Una mossa discussa, ma comprensibile nel tentativo di costruire una squadra competitiva attorno a Fox. Sabonis, infatti, ha riportato i Kings ai playoff e ha avuto un ruolo centrale nella loro rinascita. Ma dall’altra parte Haliburton è esploso: 19.5 punti, 10.1 assist, percentuali altissime e due convocazioni All‑Star e All‑NBA. Nel 2025 ha persino guidato i Pacers alle Finals, fermandosi solo per un grave infortunio al tendine d’Achille in Gara 7.

Un anno dopo, la storia si è ripetuta, ma a parti invertite. Fox, stanco dell’incapacità della franchigia di costruire una contender, ha chiesto la cessione nel febbraio 2025. Sacramento lo ha spedito a San Antonio in una trade a tre squadre che ha portato in cambio Zach LaVine, Sidy Cissoko e un pacchetto di scelte. Una separazione inevitabile, perché Fox voleva competere davvero. E a San Antonio ha trovato ciò che cercava: un contesto solido, Wembanyama, Castle, Harper, e un ruolo meno gravoso. Ha chiuso la stagione con 18.8 punti, 6.3 assist e un’altra convocazione All‑Star, diventando uno dei protagonisti della corsa degli Spurs alle Finals. 

Il contrasto con la realtà dei Kings è impietoso. Mentre Haliburton e Fox giocavano per il titolo in anni consecutivi, Sacramento chiudeva con un 22‑60 che li ha relegati al 14° posto a Ovest, senza nemmeno capitalizzare la stagione di tanking, visto che il Draft 2026 ha portato solo la settima scelta. È un quadro che si definisce senza mezzi termini: i Kings possono giustificare entrambe le trade per le circostanze del momento, ma “i risultati contano”. E oggi il risultato è questo: due ex stelle stanno vivendo il punto più alto delle loro carriere, mentre Sacramento si ritrova davanti a un’altra ricostruzione. Una realtà che “tormenterà i tifosi dei Kings per anni”. In fondo, il basket è anche questo: scelte, incroci, strade che si dividono. Ma quando due giocatori che hai cresciuto arrivano alle Finals appena un anno dopo aver lasciato la tua maglia, il rimpianto diventa inevitabile. Sacramento lo sa bene. E ora deve ripartire da lì.

Redazione Pianetabasket.com
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