Jalen Williams sull'infortunio e l'impatto mancato per i Thunder
Ci sono eliminazioni che non si consumano davvero sul parquet, ma restano sospese nell’aria, come se mancasse un tassello per chiudere il cerchio. Per Oklahoma City, quel tassello ha il volto di Jalen Williams, rimasto ai margini della serie contro San Antonio proprio nel momento in cui la corsa verso le Finals chiedeva ogni energia possibile. E ora che la stagione si è fermata, Williams ha scelto parole misurate, ma cariche di ciò che non è stato.
L’ala dei Thunder ha spiegato di non voler indulgere troppo nei “se” e nei “ma”, perché non cambierebbero il presente. “Non faccio troppo il gioco delle ipotesi perché non risolve nulla di quello che sta succedendo adesso” ha detto. Eppure, incalzato, ha ammesso ciò che tutti sospettavano: “Ma per rispondere alla tua domanda, ovviamente penso che avrei potuto avere un impatto”. Poi l’affondo più diretto, quello che racconta quanto pesi essere rimasto fuori: “Penso che avremmo potuto vincere se avessi giocato”.
Williams ha ricordato come Oklahoma City sia comunque riuscita a trascinare gli Spurs fino a Gara 7 senza di lui, un dettaglio che per il giocatore non lascia spazio a interpretazioni. “Siamo arrivati a Gara 7 senza che io giocassi. Non credo di renderci peggiori. Questa è davvero la mia risposta”. Allo stesso tempo, ha riconosciuto i meriti di San Antonio, evitando qualsiasi alibi: “È anche un ‘bravi a loro’. Cosa vuoi che facciano riguardo al mio infortunio? … Dovremo solo aspettare di incontrarci di nuovo, prima o poi”.
Mentre Williams guardava a ciò che sarebbe potuto accadere, Cason Wallace ha preferito concentrarsi su ciò che verrà. Reduce da una stagione esplosa fino al Second Team All-Defensive, il giovane esterno ha messo da parte ogni discorso contrattuale, pur essendo eleggibile per l’estensione. “Amo i Thunder. Ma sono più concentrato sul migliorare quest’estate e farmi trovare pronto per competere la prossima stagione” ha spiegato. Un approccio lineare, quasi programmatico, che racconta la volontà di trasformare la delusione dei playoff in un nuovo punto di partenza. Oklahoma City, insomma, chiude l’annata con la sensazione di aver lasciato qualcosa per strada, ma anche con la certezza di avere ancora margini enormi. Williams lo ha detto senza dirlo: il futuro resta aperto. E forse, la prossima volta, quel tassello mancante sarà finalmente al suo posto.