Thunder: Lu Dort farà parte della ripartenza? Il veterano ci spera
C’è un punto, nelle storie di squadra che durano anni, in cui la familiarità lascia spazio all’incertezza. Non è un taglio netto, ma una crepa che si allarga piano, mentre la dirigenza guarda avanti e il giocatore prova a restare ancorato a ciò che ha costruito. Per Lu Dort, quel momento sembra essere arrivato ora, proprio dopo il Game 7 perso in casa contro gli Spurs, quando la sensazione che qualcosa stia cambiando diventa più forte di qualsiasi parola. Nell'intervista di fine stagione Luguentz Dort (27 anni, shooting guard, solo Thunder nella sua carriera NBA) ne ha parlato.
Il canadese non ha vissuto la sua stagione migliore, e i numeri lo raccontano senza bisogno di interpretazioni: da 10.1 punti e il 41% da tre è sceso a 8.3 punti e il 34% dall’arco. Un calo che pesa ancora di più se si pensa che un anno fa era arrivato quarto nella corsa al Difensore dell’anno, mentre oggi non compare nemmeno in una All-Defensive Team. Intorno a lui, poi, la concorrenza cresce: Cason Wallace, Ajay Mitchell, Jared McCain, Isaiah Joe, Aaron Wiggins e persino Kenrich Williams offrono alternative più economiche o più lunghe nel tempo, rendendo il suo profilo meno imprescindibile di un tempo. E l’arrivo di Alex Caruso, capace di coprire lo stesso ruolo, aggiunge un altro strato di complessità.
A rendere tutto più delicato c’è la situazione contrattuale: l’ultima stagione, nel 2026/27, è una team option da 17.7 milioni di dollari, e nulla garantisce che Oklahoma City decida di attivarla. Dort, però, non si nasconde. “La discussione avrà ovviamente luogo, ma non è ancora successo perché abbiamo appena perso” spiega. Poi aggiunge ciò che sente davvero: “Ho una enorme fiducia in questa franchigia e in Sam Presti. Sono davvero riconoscente per tutto ciò che ha fatto per me finora, quindi certo che voglio restare qui. Questa franchigia e questa città mi hanno davvero plasmato come persona e come giocatore” dice, prima di ribadire il suo obiettivo: “La discussione ci sarà e il mio obiettivo numero uno sarà ovviamente restare qui. È come una seconda casa per me” .
Eppure, la realtà resta dura. Dort arriva da playoff complicati, con 5.5 punti e il 31% da tre, e un utilizzo sempre più ridotto da parte di Mark Daigneault. È un segnale che pesa, soprattutto per chi è arrivato nel 2019, ha vissuto ogni fase della ricostruzione e ha contribuito al titolo vinto un anno fa. Ora, però, l’unione tra le parti sembra avvicinarsi a un bivio. Forse definitivo, forse no. Forse basterà un prolungamento al ribasso, come ipotizza qualcuno, per tenere insieme ciò che rischia di separarsi.
Dort, dal canto suo, prova a restare saldo. “Ho fiducia in questa organizzazione e nella relazione che ho costruito con essa” afferma, ribadendo ancora una volta la sua volontà: “Come ho detto, il mio obiettivo principale è restare qui e faremo tutto il necessario perché accada”.
Il futuro, però, non dipende solo da lui. E mentre Oklahoma City si prepara a gestire i nuovi contratti di Jalen Williams e Chet Holmgren, oltre all’arrivo di tre possibili rookie, la domanda resta sospesa nell’aria: Lu Dort è ancora parte del progetto, o è il primo sacrificio di una squadra che vuole restare al vertice?