Donovan Clingan, il gioiello che Portland ha trovato nella classe di draft 2024
Ci sono giocatori che entrano in NBA senza far rumore e poi, quasi senza accorgersene, diventano il punto attorno al quale ruota il futuro di una franchigia. Donovan Clingan appartiene a questa categoria silenziosa ma determinante, quella dei prospetti che non hanno bisogno di proclami per farsi notare. A Portland, ormai, lo hanno capito tutti.
I Trail Blazers erano entrati in un Draft 2024 considerato debole, eppure ne sono usciti con un tassello fondamentale. Clingan ha portato subito in dote ciò che lo aveva reso speciale al college: fisicità, presenza a rimbalzo, protezione del ferro. Il suo impatto difensivo si è tradotto immediatamente nella NBA, tanto da permettergli di essere già considerato uno dei migliori interpreti della lega in questo ruolo. In un contesto incerto, è diventato il prospetto più sicuro.
Ma la parte più interessante della sua crescita è un’altra: la crescita di Clingan è molto più in alto di quanto spesso gli venga riconosciuto. Portland, infatti, potrebbe ritrovarsi tra le mani un centro da top 10 NBA nel giro di poco tempo. La seconda stagione lo ha visto fare un salto evidente, complice anche un ruolo più ampio dopo il buyout di Deandre Ayton. Condizione fisica migliorata, un accenno di tiro da tre punti che sta iniziando a prendere forma e numeri che raccontano un’evoluzione concreta: 12.1 punti, 11.6 rimbalzi, 2.1 assist e 1.7 stoppate in 27.2 minuti di media.
Il tiro da fuori è uno degli aspetti più discussi, soprattutto perché la dirigenza dei Blazers ci ha sempre creduto, anche quando a UConn non c’erano prove che potesse funzionare davvero. Ma ciò che passa più sotto traccia è il suo QI cestistico. Clingan anticipa le giocate, legge prima degli altri, si muove come un difensore che sa esattamente dove deve essere. La sua drop coverage è diventata un pilastro dell’identità difensiva di Portland.
Questa visione del gioco si riflette anche in attacco, dove si sta rivelando un passatore sottovalutato, capace di vedere linee di passaggio che pochi centri della sua età individuano con la stessa naturalezza . È il prototipo del lungo moderno: ancora ancorato al ferro in difesa, ma in grado di offrire spaziature e, a tratti, anche un punto di riferimento offensivo.
Il prossimo passo è chiaro: migliorare nella difesa sul perimetro. Ci sono match-up in cui viene messo in difficoltà e, in alcune situazioni, tolto dal campo. Non diventerà mai un esterno, ma può sviluppare abbastanza gioco in post da rendere accettabile il compromesso, punendo gli avversari dall’altra parte del campo.
A 22 anni, però, Portland non può che essere soddisfatta. Ci sono pochi centri con un futuro più promettente del suo, e quella lista si accorcia ogni stagione che passa . La sua crescita è stata così rapida da superare le aspettative iniziali, trasformandolo da “prospetto sicuro” a possibile perno della prossima era Blazers.