Snyder dopo il tracollo: “Odio perdere, soprattutto così. Ma non scappiamo da ciò che è successo”
Quin Snyder si presenta in sala stampa con lo sguardo di chi ha appena attraversato una notte che resterà impressa a lungo. La stagione degli Hawks finisce con un 140‑89 che pesa come un macigno, e il coach non prova nemmeno a edulcorare la realtà: “Odio perdere qualsiasi cosa, e perderla nel modo in cui l’abbiamo fatto…” dice aprendo il suo intervento . “Siamo delusi su molti livelli, e credo che questo sia il sentimento di tutto il gruppo” aggiunge, fotografando lo stato emotivo dello spogliatoio. Il contesto rende tutto ancora più amaro: la partita si è giocata ad Atlanta, davanti ai tifosi della State Farm Arena. “Particolarmente considerando l’entusiasmo e il supporto che abbiamo ricevuto dalle persone in questo edificio” sottolinea Snyder, quasi a rimarcare quanto il crollo sia stato difficile da digerire proprio in casa . Poi il riconoscimento agli avversari: “Bisogna dare credito ai Knicks. È ovvio”.
Il coach prova a spiegare la dinamica del blackout: “Avevamo vita ed energia all’inizio, poi alcune cose accadute in campo hanno girato la partita molto velocemente” racconta . La fisicità di New York è stata un fattore determinante: “La loro fisicità ci ha messo in difficoltà e non abbiamo risposto in un modo che generasse i risultati che volevamo”. All’intervallo, con un passivo di 47 punti, il messaggio alla squadra è stato essenziale: “La sfida, a quel punto, è continuare a competere e restare insieme, restare connessi” spiega Snyder . E aggiunge: “Ho pensato che i ragazzi abbiano continuato a competere nonostante il punteggio e nonostante come stavamo giocando”.
Sull’espulsione di Dyson Daniels, il coach mantiene prudenza: “Non ho visto i dettagli… So che Dyson è un competitivo. La sua espulsione incide, ma c’erano molte altre cose che stavano succedendo in campo” . Poi arriva la riflessione più profonda, quasi filosofica: “Può sembrare banale, ma scopri di più su te stesso quando le cose sono davvero difficili, e stasera lo è stata” afferma . E rivendica la qualità umana del gruppo: “Abbiamo uomini di qualità lì dentro, gente che compete”.
Sul finale di stagione, Snyder non forza analisi a caldo: “Non è qualcosa che posso fare qui, stasera. Deve sedimentare” ammette . “Ognuno dovrà farlo individualmente, e poi arriverà il momento di farlo collettivamente” aggiunge. Guardando avanti, il coach prova a trasformare la delusione in carburante: “A volte le cose più difficili da affrontare sono quelle che puoi usare per spingerti” dice . “Non stiamo scappando da ciò che è successo. È una delusione enorme, ma voglio che il gruppo ricordi anche ciò che abbiamo costruito” conclude. E la chiusura torna sul piano tecnico, senza giri di parole: “Devi eseguire, e non ci siamo riusciti. La loro fisicità è stata significativa”