Bucarelli suona la carica per Pesaro: «Niente piagnistei, ai playoff per vivere giorni indimenticabili»
La promozione diretta sfumata all'ultima curva brucia ancora, ma in casa Pesaro è già tempo di voltare pagina e concentrarsi sui playoff. A suonare la carica è Lorenzo Bucarelli, che non si nasconde dietro la delusione: «Non posso negare che dopo una stagione così bella, condotta sempre in testa, la delusione sia stata forte. Ma, prima della partita di Livorno, sapevamo che sarebbe potuta andare benissimo se i due risultati necessari per salire si fossero verificati, o comunque bene, perché partire da teste di serie per i playoff è fondamentale. Piangerci addosso ora non serve a nulla». Il messaggio per compagni e ambiente è all'insegna dell'entusiasmo: «Quello che dovevo dire l’ho detto negli spogliatoi di Livorno: che ricominciare un altro campionato, perché di questo si tratta, potrebbe anche essere bellissimo. Mercoledì, quando ci siamo ritrovati in palestra, non c’è stato bisogno che dicessi altro perché ho visto le solite facce che conosco, piene di desiderio. Per molti di questi ragazzi saranno i primi playoff e giocarli a Pesaro, in una piazza così passionale, sarà emozionante: vivremo giorni che ci resteranno dentro. Non partiamo affatto scoraggiati». E sui rimpianti legati agli scontri diretti e alle sviste arbitrali, taglia corto: «Ci sono state tante sliding-doors, ma alla fine conta il confronto diretto e quando abbiamo perso a Scafati eravamo alla terza trasferta consecutiva in una settimana, avendo vinto le altre due. Pur essendo andati al riposo sotto di brutto abbiamo rimontato, giocandoci il finale punto a punto, magari poteva finire diversamente. La rimessa invertita? Non voglio perdere energie a parlare delle decisioni arbitrali», dice a Il Resto del Carlino.
Il primo vero ostacolo di questa post-season sarà l'esilio forzato - vista l'indisponibilità della Vitrifrigo Arena, al PalaTriccoli di Jesi, una situazione che Bucarelli affronta con pragmatismo e totale fiducia nel pubblico biancorosso: «Al PalaTriccoli ci ho giocato solo una partita, ero under 19, è ovvio che non è il nostro palas e che non saremo a casa nostra, ma questo non ci toglierà fiducia rispetto alla partita da giocare. Capisco il disagio dei tifosi, però per un appuntamento così importante sono convinto che i pesaresi, per come li ho conosciuti, risponderanno ugualmente presente. Ci hanno seguito ovunque, verranno con orgoglio anche a Jesi». Dal punto di vista fisico, la squadra si sente pronta per la battaglia, nonostante lo stress accumulato: «Tutti abbiamo giocato una lunga stagione inseguendo il proprio traguardo, noi abbiamo forse speso di più sul piano nervoso, perché difendere il primo posto pesa. Però, dalla partita di Livorno a quando torneremo in campo saranno passate due settimane piene e non temo che ci mancheranno le energie. Le gare ravvicinate le abbiamo sempre affrontate bene; ne abbiamo perse due di fila solo a fine novembre, con Torino e Brindisi, poi non avendo mai più inciampato due volte di fila direi che stiamo bene».
Un aspetto cruciale sarà la profondità del roster e il recupero degli acciaccati. Sugli infortunati in via di guarigione, l'esterno rassicura: «Hanno avuto problematiche diverse, quello di Oki è stato un infortunio traumatico, quello di Rino muscolare, è normale che rientrando non provavano le stesse sensazioni, ma hanno il tempo di risistemarsi. Miniotas? Regi scalpita, sembra un ciclista in salita che sta per scattare, ma dalla radiolina gli dicono aspetta un attimo...». Infine, grande ottimismo per l'innesto dell'ultimo arrivato Aromando, chiamato a dare manforte sotto le plance: «E’ tosto, me n’ero già accorto nelle due partite contro Mestre. Abbiamo provato già all’esordio a sfruttare i suoi punti di forza e sarà una risorsa importante anche caratterialmente perché è stato un capitano».