Virtus, Accorsi: «Sulle tracce di Belinelli, con i consigli di Edwards e Cordinier»
Matteo Accorsi, giovane playmaker classe 2007, sta crescendo nella Virtus Olidata Bologna sulle orme di Marco Belinelli: “Il tiro è la sua arma letale, ma la cosa che ho guardato di più è il suo gioco senza palla. Le sue uscite dai blocchi sono un trattato di pallacanestro, ho iniziato a inserirle nel mio gioco perché è un aspetto che molti trascurano ma è molto importante. L'ho studiato tanto e ora cerco di metterlo in pratica. Un consiglio che mi ha dato? Dare sempre il massimo e siccome ero il più giovane mi ha insegnato a prendermi il tiro con fiducia ogni volta che ero libero".
Ci sono altri modelli in squadra da seguire con attenzione? “Belinelli è un esempio che ho cercato di seguire fin da quando gli passavo la palla negli allenamenti individuali. Cordinier è un altro che mi ha dato consigli ed è sempre stato molto disponibile con me come quest'anno Edwards, un giocatore con tanti punti nelle mani che sa trovare il canestro in tanti modi. Mi aiuta molto, lo marco in allenamento e gli chiedo cosa fare meglio nelle varie situazioni di gioco, dall'uno contro uno al pick and roll". E sul futuro: "Qualche offerta dai college americani è arrivata, ora però non mi sento pronto per quella pallacanestro".
Nell'intervista rilasciata al Corriere di Bologna in edicola questa mattina, Accorsi ha anche sottolineato le qualità di coach Ivanovic: “Molto tosto ma lo apprezzo molto, è esigente e ci aiuta a migliorare in palestra. È grazie a lui se ho debuttato, una sua dote è non fare distinzioni fra giovani e giocatori esperti, tratta tutti allo stesso modo e se te lo meriti giochi a prescindere dall'età. Come squadra siamo molto uniti, rispetto all'anno scorso è una squadra più giovane, in campo corriamo di più e mi piace. Il mio compito principale è portare energia in difesa". Una piccola lezione a certi (poco) temerari allenatori della nostra serie A.