Calathes orchestra il colpo del Partizan in casa del Paris Basketball
La serata dell’Adidas Arena si apre nel segno del Paris, che parte forte, corre in campo aperto e trova subito ritmo grazie alle iniziative di Hifi, capace di accendere il pubblico con giocate in velocità e conclusioni in serie. Il Partizan sembra inizialmente inseguire, ma senza mai perdere contatto, affidandosi a un attacco distribuito e a letture pazienti che gli permettono di restare incollato al punteggio anche quando l’inerzia sembra pendere dalla parte dei padroni di casa(20-17).
Dalla seconda frazione in poi, si cambia: la squadra serba alza il livello di attenzione difensiva, sporca le linee di passaggio e costringe il Paris a possessi più lunghi e meno fluidi, trasformando ogni recupero in un’opportunità per correre e costruire piccoli break (43-46). Il filo conduttore della partita è la regia di Nick Calathes, che orchestra il gioco con la calma di chi ha visto mille volte questo tipo di scenari, scegliendo quando accelerare e quando rallentare, quando coinvolgere i lunghi vicino a canestro e quando aprire il campo per i tiratori sul perimetro.
Attorno a lui la Partizan trova contributi pesanti da più uomini, con Jekiri che dà presenza interna e verticalità e con Bonga e compagni pronti a punire ogni rotazione in ritardo, mentre Parigi si affida alle fiammate di Hifi e alla fisicità del proprio backcourt senza però riuscire a cambiare davvero l’inerzia nel secondo tempo. Nel finale, la differenza la fa la lucidità: i serbi gestiscono il vantaggio con maturità, non si lasciano condizionare dai tentativi di rientro francesi e chiudono una vittoria che, col passare dei minuti, diventa sempre più consistente fino al 90-81 finale.
Boxscore: 23 Hifi, 12p+9r Dokossi, 10 Ouattara per il Paris; 17 Brown, 15 Jekiri, 12p+10as Calathes, 11 Bonga per il Partizan.