Maurizio Buscaglia: «Brescia è in controtendenza in una pallacanestro "mordi e fuggi"»

19.03.2026 16:45 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Maurizio Buscaglia: «Brescia è in controtendenza in una pallacanestro "mordi e fuggi"»

Maurizio Buscaglia ha parlato in vista della sfida tra Brescia e Trento, due squadre che ha allenato. Con l'Aquila ha centrato due finali Scudetto nel 2016-17 e nel 2017-18. Intervistato da Il Giornale di Brescia, Buscaglia parte proprio dall'eccellente annata europea dei trentini. «È frutto della costanza nella partecipazione a questa competizione. Crea abitudine e mentalità. L'Eurocup è una vetrina e crea resilienza, anche di fronte alle cadute», che nelle ultime partecipazioni di Trento sono tutt'altro che mancate. «Il percorso, quest'anno, è stato invece ottimo. Fatto di picchi, certo, ma pure di caparbietà, anche nelle rimonte. Penso agli ottavi vinti nel derby a Venezia contro la Reyer, al termine di una gara che poteva davvero finire in qualsiasi modo».

Per quanto riguarda la Germani, Buscaglia dice: «Brescia si è guadagnata le competizioni europee sul campo. Ma cosa più importante è la linea di programmazione del club. Ogni società segue la propria filosofia e ciò che è fondamentale, come nel caso della Germani, è che questo venga fatto con consapevolezza». E il club biancoblù, ricorda Buscaglia, «è di livello altissimo, ha grandi meriti». Si può dire che la finale scudetto raggiunta lo scorso anno sia il fatto di pallacanestro più eccezionale degli ultimi cinque anni, a livello nazionale? Buscaglia dice: «La Germani ha dimostrato di potersela giocare a tutti i livelli. Ha un gruppo che ha alla propria base concetti di rilievo: condivisione, belle facce, resilienza, consistenza».

Importante la conferma del gruppo«Un qualcosa di molto bello. Il mantenere lo stesso gruppo, il restare insieme, il fatto che l'allenatore sia cambiato nell'ottica dell'evoluzione di Cotelli da assistente a capo, al posto di Peppe Poeta, la circostanza che l'unica aggiunta sia di fatto un ritorno, quello di Massinburg. Ritengo siano tutti fatti di notevole rilievo. Brescia è in controtendenza in una pallacanestro "mordi e fuggi"».

Cosa decidera Trento vs Brescia
«Il controllo del ritmo. Jones, Battle e Steward possono fare male in campo aperto, ma attenzione anche alla perimetralità dei lunghi Jakimovski e Aldridge. Per il resto... penso a Della Valle e poi mi viene in mente Bilan. E poi Ivanovic. O Burnell, del quale sono grande fan. Difficile scegliere».

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.