Jokic sfiora la tripla doppia ma i Grizzlies hanno più fame dei Nuggets

Saddiq Bey
Saddiq Bey
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A un mese dall’inizio dei playoff, la caduta di Denver sul parquet di Memphis ha il sapore dell’incidente che lascia qualche graffio in più del previsto, soprattutto perché arriva contro una squadra reduce da otto sconfitte consecutive e con più motivi per guardare alla Draft Lottery che alla classifica. I Nuggets, in back-to-back e senza Aaron Gordon, non riescono a imporre il proprio status e si fanno sorprendere da Grizzlies affamati. Nikola Jokic, come spesso accade, riempie ogni colonna del box score con una prova da 29 punti, 14 rimbalzi e 9 assist, sostenuto dalle fiammate di Christian Braun, Cam Johnson e Jamal Murray, che prova a tenere in piedi l’attacco con punti e letture lucide. Il problema è che in questa notte la colonna più pesante è quella delle palle perse, perché il serbo ne accumula dieci, molte delle quali in situazioni di alto rischio, e quei possessi buttati via diventano ossigeno puro per i Grizzlies, che corrono, trovano ritmo e trasformano gli errori del “Joker” in canestri facili, rendendo vano il fatto che, nel complesso, Denver tiri meglio dal campo rispetto ai padroni di casa.

Memphis, che sulla carta avrebbe più da guadagnare perdendo, sceglie invece di giocare con una durezza quasi da gara decisiva di aprile, affidandosi a un nucleo di “soldati” che non abbassa mai la testa e mette in difficoltà Denver su ogni possesso. Ty Jerome firma una prestazione completa, sfiorando a sua volta la tripla doppia e dettando i tempi con calma e coraggio, mentre Olivier-Maxence Prosper porta punti e presenza costante vicino al ferro, punendo ogni rotazione lenta dei Nuggets e dando la sensazione di essere sempre nel posto giusto al momento giusto.
Il vero ago della bilancia, però, è Taylor Hendricks, che vive una serata complicata al tiro ma costruisce la propria partita sul lato difensivo, dove diventa un incubo per Jokic e compagni con sei recuperi e tre stoppate. Dopo un primo tempo chiuso sul 60-60, i Grizzlies alzano il volume nel terzo quarto, sporcano ogni linea di passaggio e prendono un margine che li porta sul +8 all’ingresso dell’ultima frazione, costringendo Denver a un inseguimento faticoso e pieno di trappole.

L’ultimo quarto si apre con i Nuggets che provano a costruire un comeback, ma l’attacco si inceppa subito con una sequenza di errori che racconta bene la serata: un airball da tre in transizione di Tim Hardaway Jr., un floater sbagliato da Bruce Brown e diversi possessi senza ritmo, mentre dall’altra parte GG Jackson usa il fisico per attaccare il ferro e tenere stabile il vantaggio dei Grizzlies. A quel punto Jokic decide di abbandonare per qualche minuto il suo gioco di passaggi rischiosi, chiede palla per sfruttare il suo talento spalle a canestro, riporta Denver fino al -2 sul 107-105. È proprio in quel momento che Memphis ulteriore energia con la panchina in campo a chiudere la gara e Hendricks che ne diventa il simbolo, prima rubando un altro pallone e poi piazzando una stoppata clamorosa su Jokic dopo che il serbo aveva appena colpito dall’angolo dall’arco. Quel doppio colpo riporta il margine in doppia cifra, spegne definitivamente la rimonta dei Nuggets e consegna ai Grizzlies una vittoria meritata.
Boxscore: 21 Jerome, 19 Prosper, 16 Jackson, 15 Coward, 13 Hendricks, 11 Wells per i Grizzlies; 29p+14r+9as+10perse Jokic, 26 Braun, 20 Johnson, 19p+12as Murray, 11 Hardaway Jr. per i Nuggets.

Redazione Pianetabasket.com
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