«Perchè ho scelto Varese»: Luis Scola si racconta a Bargnani e parla dei piani futuri

18.03.2026 12:45 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
«Perchè ho scelto Varese»: Luis Scola si racconta a Bargnani e parla dei piani futuri
© foto di Canu/Ciamillo

L'amministratore delegato della Openjobmetis Varese Luis Scola si racconta a Andrea Bargnani per su "Basketball Conversations", format trasmesso da LBA Tv disponibile per gli abbonati al canale streaming. Scola racconta il perché abbia scelto Varese, parlando ovviamente del presidente Toto Bulgheroni. "È una città speciale di un Paese incredibile come l'Italia, ci sono grande tradizione e cultura oltre ad un legame forte con l'Argentina. Qui io e la mia famiglia ci sentiamo a casa, e poi c'è Toto Bulgheroni: me lo indicò Ettore Messina, dopo un pranzo con lui tornai a casa e dissi a mia moglie "Ho conosciuto una persona incredibile". E aggiunge: "La mia carriera da giocatore ormai era alla fine, ho dato una mano per un anno ma si era pensato subito ad un futuro fuori dal campo. Perché non in NBA? Prima di Varese avevo valutato l'ipotesi essendo un grande fan del modello americano. Ma puoi incidere poco in un contesto già molto organizzato, mentre qui si può dare un contributo più grande. C'è tanto da fare ed è più attrattivo incidere subito sulla struttura della società".

Scola spiega anche quali strumenti ha scelto di portare a Varese dalla sua esperienza NBA. "Usare i dati delle analytics (le statistiche avanzate, ndr) per prendere decisioni è un ambito nel quale l'Europa è ancora indietro. Ma anche il player development individuale, sulla tecnica ma anche sul fisico e la cura degli infortuni, rispetto a un sistema che predilige l'allenamento di squadra e il 5 contro 5. In generale il giocatore è il centro della nostra industria sportiva, svilupparlo ed averne cura è basilare". L'altra differenza tra NBA ed Europa è la filosofia gestionale dell'area sportiva. "Il basket italiano è troppo "coach-oriented", in America al contrario è troppo "player-oriented". Non mi piace la mancanza di disciplina dei giocatori NBA, ma neppure certi eccessi dei coach in Europa. Il punto corretto è quello intermedio che abbiamo trovato ora".

L'a.d. biancorosso illustra le strategie future dopo il recente aumento di capitale da 4,8 milioni di euro. "Le nuove risorse saranno investite su giovanili, palazzetto, Campus e struttura societaria. I soldi dell'aumento di capitale vanno nel bilancio e non al conto economico: saranno investiti per creare valore ed aumentare i ricavi, con i quali si prendono i giocatori. Il fine ultimo è aumentarli a poco a poco a 10, poi a 15 e magari a 20 milioni, per competere a livello sempre più alto, ma dobbiamo guardare al modello NBA. Dove gli stipendi dei giocatori non possono superare il 51 per cento dei ricavi; in Europa si arriva al 120, 130, addirittura 140 cento. Questo è puro mecenatismo, incompatibile con una gestione sostenibile. Noi attualmente abbiamo il 55-60% sulla squadra, il 15% sulle giovanili, il 10% sulla struttura societaria".

Iacopo  De Santis
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Iacopo De Santis
Editore di Pianeta Basket, 26 anni. Sempre connesso con il mondo della palla a spicchi con focus su notizie e analisi.