Lakers, colpo pesante a Houston: Doncic e LeBron piegano i Rockets
I Lakers ripartono esattamente da dove avevano lasciato nella ripresa della gara precedente e impostano a Houston una prima metà quasi perfetta, costruita su una difesa mirata e su un attacco pulito, senza palloni buttati via. Il piano partita è chiaro fin dalla palla a due: Kevin Durant viene sistematicamente preso di mira, raddoppiato, spinto lontano dalle sue zone preferite, e il risultato è un avvio in cui il fuoriclasse dei Rockets fatica a trovare ritmo mentre Los Angeles gioca un basket solido e fluido. Luka Doncic entra subito in modalità fuoco, come spesso gli capita nei primi quarti, e si accende ancora di più dopo qualche scambio di parole con uno spettatore a bordo campo, trasformando la provocazione in benzina per il suo talento. Le triple dei gialloviola aprono il campo, le letture sono rapide, le palle perse praticamente inesistenti, e dall’altra parte Houston non riesce a sfruttare le attenzioni su “KD”, perché dalle uscite dai raddoppi non nascono veri vantaggi né extra-pass puliti. LeBron James completa il quadro con una serie di schiacciate e voli sopra il ferro che sembrano riportare indietro l’orologio, mentre il punteggio si allarga fino al 55-67.
Al rientro dagli spogliatoi, però, la partita cambia volto perché Houston decide di reagire con orgoglio e trova in Kevin Durant il leader della rimonta, capace di infilare canestri in serie e di guidare un parziale di 15-1 che ribalta l’inerzia. L’attacco dei Lakers si inceppa di colpo, le linee di passaggio verso Deandre Ayton vengono sporcate, le letture diventano più lente e le palle perse si accumulano, mentre i Rockets cavalcano l’onda e arrivano all’ultimo quarto con il naso avanti sul 92-89, spinti da un’arena che sente profumo di impresa. Nel momento più delicato, LeBron rimette ordine con qualche giocata di pura esperienza, ma Houston trova un altro allungo con un 9-0 prima che Luka Doncic decida di prendersi di nuovo la scena. Il fuoriclasse sloveno alterna assist chirurgici a triple pesantissime, firma il parziale di 13-2 che spezza le gambe ai Rockets e chiude i conti nel finale, trasformando una gara complicata in un successo 116-124 che vale la settima vittoria consecutiva per i Lakers e pesa tantissimo nella corsa playoff, perché arriva in trasferta, contro un avversario in piena lotta per la stessa posizione in classifica e dopo aver saputo soffrire nel momento di massima spinta avversaria.
Al di là del punteggio, quella di JJ Redick è una squadra che ha trovato una propria identità chiara, fatta di letture condivise, responsabilità distribuite e stelle che sanno scegliere il momento giusto per colpire, senza forzare ma nemmeno tirarsi indietro quando la palla scotta. La difesa su Durant nelle prime due frazioni, le scelte di raddoppio, la capacità di accettare il parziale subito nel terzo quarto senza andare nel panico e la freddezza mostrata negli ultimi minuti raccontano di un gruppo che ha imparato a stare dentro le partite anche quando l’inerzia gira contro.
Per Houston resta l’amarezza di una rimonta costruita con carattere e talento, ma non capitalizzata fino in fondo, con qualche possesso gestito male proprio quando la gara sembrava girare definitivamente.
Boxscore: 27p+10as Sengun, 26p+11r Thompson, 18 Dureant e Smith Jr., 11 Sheppard, 10 Eason per i Rockets; 40p+9r+10as Doncic, 30 James, 16 Ayton, 14 Reaves per i Lakers.