Reazione Pistons all’assenza di Cunningham e travolta Washington
La prima notte senza Cade Cunningham poteva trasformarsi in un test psicologico complicato per Detroit, reduce dalla notizia del collasso al polmone sinistro della propria stella e dalla prospettiva di doverne fare a meno per almeno due settimane. Invece i Pistons scelgono la via più diretta possibile, appoggiandosi fin da subito alla fisicità di Jalen Duren e trasformando l’area in un territorio off-limits per i Wizards, che faticano a reggere l’urto sotto il ferro e vengono travolti da un parziale iniziale di 35-14 che indirizza la serata.
Il lungo di Detroit mette insieme una doppia doppia da 24 punti e 11 rimbalzi in appena 25 minuti, due giorni dopo il career-high da 36 contro gli stessi avversari, e diventa il simbolo di una squadra che decide di rispondere all’assenza del proprio All-Star con energia, presenza fisica e un dominio totale a rimbalzo, certificato dal 55-33 finale sotto i tabelloni e da un 66-26 nei punti in area che racconta meglio di qualsiasi altra cifra la differenza tra le due squadre.
Attorno a Duren il supporting cast si muove con sicurezza, perché Paul Reed porta punti e versatilità, mentre Duncan Robinson, Caris LeVert e Kevin Huerter aggiungono pericolosità perimetrale e letture intelligenti, dando a Detroit un attacco equilibrato che non vive solo di post basso e rollate ma sa anche aprire il campo quando serve. Washington, dall’altra parte, prova a restare aggrappata alla partita con l’orgoglio di Tristan Vukcevic, miglior marcatore dei suoi con 21 punti, ma la serata ha il sapore amaro delle grandi crisi, visto che questa sconfitta coincide con la quattordicesima consecutiva e avvicina pericolosamente la franchigia al record negativo di 16 ko di fila, già toccato nella primavera 2024.
A cavallo tra secondo e terzo periodo, Washington riesce a rimettere un filo di tensione sulla gara con un parziale di 20-2 che nasce da una singola azione simbolica, una sequenza da sette punti che riaccende per qualche minuto la panchina ospite e costringe i Pistons a ricalibrare la propria concentrazione. Jaden Hardy infila una tripla, sul tiro arriva il flagrant foul di Paul Reed e Vukcevic converte il libero aggiuntivo, poi sull’azione successiva, dopo la rimessa, lo stesso lungo serbo colpisce ancora dall’arco dalla punta, completando una mini-rimonta che riporta lo scarto in singola cifra e dà l’illusione di una possibile svolta emotiva per i Wizards. Detroit però non si scompone, torna a cavalcare il proprio vantaggio fisico vicino a canestro, ritrova ritmo offensivo con le letture dei suoi esterni e chiude la porta a ogni ulteriore tentativo di rientro, lasciando alla squadra della capitale solo la consapevolezza di una stagione sempre più in salita e ai Pistons la sensazione di aver trovato, in Duren e nel collettivo, una risposta credibile all’assenza temporanea di Cunningham.