WNBA: la lega e il sindacato dei giocatori hanno raggiunto un accordo

WNBA: la lega e il sindacato dei giocatori hanno raggiunto un accordo

Dopo mesi di braccio di ferro e riunioni fiume a New York, la WNBA e il sindacato delle giocatrici hanno finalmente trovato un accordo verbale sulle basi del nuovo contratto collettivo, un passaggio che non chiude ancora il dossier ma segna una svolta nella storia recente della lega femminile e apre uno spiraglio di serenità dopo settimane di incertezza. Al centro del negoziato ci sono stati il tema del riparto dei ricavi, la gestione degli alloggi per le atlete e la struttura salariale del prossimo ciclo contrattuale, con le parti impegnate a ridisegnare un sistema che renda più sostenibile la carriera in WNBA e riduca il divario tra il valore generato dal movimento e quanto effettivamente ritorna alle protagoniste sul parquet. 
Breanna Stewart, una delle voci più ascoltate al tavolo, ha parlato di un accordo destinato a “cambiare il gioco”, sottolineando come il nuovo impianto sia pensato per garantire a ciascuna giocatrice ciò che merita, e anche qualcosa in più, tanto sul campo quanto fuori, con un’attenzione particolare alle condizioni di lavoro e alla possibilità di costruire percorsi professionali più stabili nel lungo periodo.

Questa intesa di principio permette alla WNBA di sbloccare un calendario che rischiava di restare sospeso, perché senza un quadro chiaro sul CBA era complicato far partire la free agency, definire il Draft e pianificare i passi successivi legati all’espansione, in un momento in cui il basket femminile sta vivendo un boom di popolarità e non può permettersi di frenare proprio ora. Il testo dovrà essere ancora tradotto in un documento definitivo e sottoposto al voto di proprietari e giocatrici, ma la sensazione è che il tunnel delle tensioni sia quasi alle spalle e che, salvo colpi di scena dell’ultima ora, la stagione 2026 possa prendere forma su basi più solide, con una lega che prova a mettersi al passo con il proprio potenziale di crescita e con un gruppo di atlete sempre più consapevoli del proprio peso negoziale.