Valerio Bianchini: «I ragazzi urlano al basket che gli italiani ci sono, basta non dimenticarli in panchina»
Valerio Bianchini firma un editoriale su La Gazzetta dello Sport parlando del campionato. A partire ovviamente dagli allenatore, in particolare quelli debuttanti che "sono stati una nota piacevole della stagione. Dopo la lunga militanza milanese, Fioretti ha dato una forma distintiva a Tortona. Poeta regge bene l'enorme peso calato sulle sue spalle, e tra le facce nuove di notevole interesse c'è anche quel Cotelli che mantiene alta la tradizionale qualità di Brescia. A costoro aggiungerei Brotto di Cremona e Vertemati di Udine, le cui squadre giocano un basket tecnico e piacevole e sanno far crescere i giocatori italiani". Sui giovani italiani aggiunge: "Da allenatore vecchio stampo, guardo con passione ai giovani italiani: seppure di rado se ne vede più di uno nei quintetti titolari, ecco che Luca Banchi, nuovo ct azzurro, sembra ispirare i colleghi a essere più audaci verso i ragazzi che Io meritano. E allora come non esultare quando appare in campo con la Virtus la rising star Ferrari, col suo ecclettismo, e come non complimentarsi con Casarin per la sua prepotente maturazione nell'arte desueta dei playmaker. Ragazzi che sembrano urlare al basket e alla pigrizia dei suoi gestori che i giocatori italiani ci sono, basta non dimenticarli in panchina".
E conclude parlando della corsa Scudetto ma in particolare di Cremona e Trieste, due piazze da tempo al centro di indiscrezioni. 'Scommettere ora se la finale sarà ancora tra Milano e i campioni sarebbe ingiusto nei confronti delle altre, voglio invece elogiare il limpido esempio fin qui dato da squadre di gran tradizione come Trieste e Cremona che, nonostante la spada di Damocle che pende sulle loro teste, stanno dando un esempio ammirevole di serietà professionale e di rispetto verso la comunità che li sostiene".