Vado, vinco e torno. Come arriva a Napoli Milton Doyle? 4 anni di montagne russe in NBL
(di DAVIDE COLOTTI). C'è un'autostrada immaginaria che collega Napoli, Trieste e la Tasmania, ed è sempre più affollata. Partenopei e giuliani stanno facendo la spesa in casa dei Tasmania JackJumpers, protagonisti della NBL australiana. Ha iniziato la Guerri, assicurandosi le prestazioni della guardia-ala Nick Marshall; hanno risposto i rosso-alabardati con il lungo Josh Bannan. Ora Napoli chiude il cerchio aggiungendo al pacchetto esterni Milton Doyle, in arrivo da Melbourne (città natale di Bannan), ed ex sia di Trieste che di Tasmania. Proprio la Tasmania di Nick Marshall è stata sinora la tappa più importante della carriera di Doyle, che in NBL era approdato nel 2022/23 dopo aver girovagato, senza mai mettere radici, tra Spagna, Israele, Italia (come detto con Trieste, nel 2020/21) e Turchia. Da lì per Doyle un triennio con la casacca verde dei JackJumpers, iniziato in maniera scintillante e chiuso in decrescendo.
NBL is the place to be: il feeling tra la guardia di Chicago e l'Australia è immediato. Basti confrontare i 12,6 punti a partita in LBA con 17,1 che gli valgono la nomina nel quintetto base ideale della NBL nel suo anno di esordio. In Australia Doyle torna quello della G League, capace non solo di brillare alla voce punti, ma anche di ricchi bottini in rimbalzi e assist. È solo l'inizio di una parabola che tocca l'apice nel 2023/24, stagione dello storico primo titolo di Tasmania, con Doyle grande e variegato contributore da circa 16 punti, 4 rimbalzi e 5 assist di media. Playmaker, guardia, e talora anche terzo e più stazzato esterno in quintetti small, Doyle fa un po' di tutto con i JackJumpers ed è uomo ovunque: difficile incasellarlo in un ruolo, più facile definirlo un esterno che ama la palla in mano, ed è questo uno dei temi sia dell'ascesa che della decrescita.
Se nel primo biennio NBL l'eclettismo di Doyle sorprende le difese avversarie e l'esperimento del doppio playmaker paga dividendi, il meccanismo si incrina nel 2024/25, annata in cui il neo napoletano realizza il suo minimo di punti (14,6 di media), tirando con le percentuali peggiori (36,6% dal campo) ed elevando le palle perse a 3,2 a gara, primo della lega.
E dire che il compagno di reparto in cabina di regia è lo stesso dell'anno del trionfo, la point guard tascabile Jordon Crawford, confermato in pompa magna come lui. Ma sarà l'annus horribilis di Tasmania, il primo e per ora unico fuori dai playoff. Senza un supporting cast di livello, Crawford e Doyle devono forzare e si pestano anche i piedi, al punto da venire separati: uno - Doyle - in quintetto, l'altro - Crawford - in second unit.
Anno nuovo, squadra nuova, ma paese vecchio: chiuso il triennio tasmaniano lontano dal culmine delle prestazioni, Doyle si sposta a Melbourne, sponda United, proprio la squadra sconfitta nelle NBL Finals due anni prima. L'avvio è straordinario, e Melbourne è una schiacciasassi capace di 13 vittorie nelle prime 15. Poi qualcosa si rompe. Maledetta la sosta novembrina per la finestra FIBA, che spezza il ritmo a una squadra in fiducia e che gioca oltre il proprio limite. Di lì in poi gli United tornano sulla Terra e iniziano a inanellare sconfitte. Coach Vickerman le prova tutte, e la convivenza con la point guard Tyson Walker si risolve nello spostamento di uno dei due - stavolta Doyle - in uscita dalla panchina.
È in questa inedita veste che l'ex Tasmania ritrova se stesso. Con 5 minuti in meno sul parquet rispetto all'anno passato (28,2 contro 33,1), segna 16,2 punti a partita, uno e mezzo in più, grazie soprattutto a un gran finale di stagione: il Doyle che arriva a Napoli è reduce da oltre 20 punti di media nelle ultime 6 di regular season. E i play-in? Uno scontro fratricida fra neo compagni di squadra: fu proprio la Melbourne di Doyle ad accelerare le pratiche di tesseramento partenopeo di Nick Marshall, eliminando i JackJumpers a seguito di un match in cui i due nuovi innesti della Guerri hanno cumulato 39 punti.
Uscita dai giochi anche Melbourne, è tempo per Doyle di tornare in LBA. Non sarà un grosso problema per il classe 1993 adattarsi in corsa: nel suo quadriennio australiano, ogni primavera ha prolungato la stagione arrotondando altrove, tra Turchia e Porto Rico. La più grossa incognita rimane come gli equilibri nello scacchiere di coach Magro andranno a ridefinirsi al rientro Naz Mitrou-Long, non il giocatore più dissimile da Doyle.
(DAVIDE COLOTTI)