Joel Embiid ha saltato il 50% delle sue partite in carriera nella NBA

Joel Embiid ha saltato il 50% delle sue partite in carriera nella NBA

La battuta secondo cui Joel Embiid salta metà delle partite sta diventando il dato statistico più fedele della sua carriera, perché dal 2014 il centro camerunese ha già saltato 466 delle 951 gare che avrebbe potuto disputare, fermandosi a poco più del cinquanta per cento di presenze complessive.
L’ultima assenza è arrivata contro Portland, nona consecutiva in una stagione in cui ha già mancato 35 incontri per un nuovo problema muscolare all’obliquo addominale destro, che si aggiunge a una lunga lista di guai fisici iniziata con la frattura al navicolare del piede destro che lo tenne fermo per due anni interi e proseguita con infortuni a piedi, caviglie, ginocchia, oltre a fratture facciali e lesioni ai legamenti dei pollici.

Nonostante questo, Embiid ha saputo imporsi come due volte miglior realizzatore della lega e MVP di stagione regolare, toccando il picco di 68 partite giocate nel 2021-22 e costruendo medie in carriera da 27,6 punti, 10,8 rimbalzi e 3,7 assist, numeri che raccontano quanto fosse pensato come perno assoluto del “processo” dei Sixers. Pre raggiungere questi risultati i Sixers gli hanno dato $266,714,364 dal 2014 al 2025; $55,224,526 per la stagione $55,224,526 2025/26. Valeva la pena visto che la franchigia non è mai stata un serio contender per il titolo NBA in tutto questo periodo? Anche nell’annata in corso il paradosso resta evidente, perché quando è disponibile viaggia su cifre di altissimo livello con 26,6 punti, 7,5 rimbalzi e 3,9 assist, e con lui in campo Philadelphia ha un bilancio positivo di 21 vittorie e 12 sconfitte, ma ogni nuovo stop riapre il tema di quanto la sua fragilità possa condizionare il percorso della franchigia. Embiid ha altri tre anni di contratto: nel 2026-27 incasserà $59,539,018; nel 2027-28 $64,302,139; nel 2028-29 altri $69,065,261.

La sensazione è che il corpo continui a imporre limiti a un talento che da solo potrebbe cambiare il destino di una squadra, e che ogni stagione diventi una corsa contro il tempo per tenerlo sano abbastanza a lungo da incidere davvero, mentre i Sixers devono fare i conti con un progetto costruito attorno a un giocatore straordinario che però, troppo spesso, è costretto a vivere le partite in borghese a bordo campo invece che dominare nel pitturato.
In questo equilibrio precario tra picchi assoluti e assenze prolungate si gioca il futuro immediato di Embiid e di Philadelphia, sospesi tra l’idea di una squadra da titolo e la realtà di un leader che, per ora, ha potuto esserci solo a metà. Letteralmente.

Redazione Pianetabasket.com
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