Marco Belinelli: «Bambini, credete nei sogni!». Ieri la presentazione del docufilm "The Basketball Dream"
Ora che il rumore dei palazzetti ha lasciato spazio alla tranquillità quotidiana, Marco Belinelli si gode a pieno la sua nuova vita da papà delle piccole Nina Sophie e Deva Vittoria, che definisce senza esitazioni: "sono il mio vero successo". Oggi ambasciatore della Virtus Bologna, Beli ha rallentato il ritmo per dedicarsi agli affetti e si guarda indietro con estrema serenità. "Adesso ho più tempo per stare con loro e con mia moglie Martina. Posso dire che i viaggi proprio non mi mancano. Da quando ho smesso avrò preso in mano il pallone due volte. Ho tirato a Dubai, ma mi hanno fermato in tempo, perché un po' di voglia mi stava venendo. L'adrenalina, però, ancora non mi manca".
È proprio con questo spirito che Belinelli ha presentato a Bologna, al Pop Up Cinema Medica 4K, il docufilm "The Basketball Dream - Marco Belinelli". L'opera, diretta da Giorgio Testi, ripercorre la sua straordinaria parabola sportiva: dal canestro nel giardino di nonno Antonio a San Giovanni in Persiceto fino alla storica conquista del titolo NBA, arricchita dalle testimonianze di ex compagni del calibro di Andrea Bargnani, Manu Ginobili, Tony Parker e Baron Davis. Presentare questo progetto nella sua Bologna lo ha riempito di una grande "emozione. Sono più emozionato che prima della finale NBA", ha rivelato. L'obiettivo del progetto è chiaro: "Vorremmo spingere i bambini a credere nei propri sogni e a lavorare per realizzarli, senza aspettarsi tutto e subito. Il film ripercorre il mio sogno partito dal campetto e attraversa anche i momenti complicati in cui sono dovuto rimanere concentrato per raggiungere i miei obiettivi".
Alla proiezione non sono mancati gli ospiti d'eccezione, tra cui il CT della Nazionale Luca Banchi e numerosi atleti della Virtus (come Ferrari, Pajola, Akele, Niang, Hackett, Diouf e Accorsi). Parlando del momento attuale e dei nuovi talenti, Belinelli ha speso parole di grande incoraggiamento: "La Virtus sta facendo cose importanti. C'è appena stata la prestazione di Ferrari a Napoli. Ci sono giovani importanti che stanno venendo fuori. Niang? Sì, anche Accorsi e altri". E a chi gli chiede se ci sia qualcuno pronto a ripercorrere i suoi passi, risponde offrendo un saggio consiglio al movimento cestistico: "Ci sono tanti giovani, ma oltre al talento serve anche la fiducia, che possano giocare e sbagliare. Serve quel tempo che è stato dato a me". Una carriera inimitabile la sua, sigillata da un ultimo, dolcissimo trionfo casalingo: "Lo scudetto dell'anno scorso con la Virtus è stata la ciliegina sulla torta".