Gianluca Basile, il retroscena: «Fui a un passo dalla Virtus Bologna, poi Messina...»

04.02.2026 18:05 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Gianluca Basile, il retroscena: «Fui a un passo dalla Virtus Bologna, poi Messina...»
© foto di Giulio Ciamillo

Intervistato da Baseline PodcastGianluca Basile ha rivelato di essere stato a un passo dalla Virtus Bologna prima di approdare alla Fortitudo. "Quando ero a Reggio Emilia dovevo scegliere tra Virtus e Fortitudo. Per una serie di motivazioni mi sono trovato in Fortitudo. Non è stata tanto una scelta ma è capitato. Avevo quasi firmato con la Virtus. Messina fermò tutto, per quello che mi dissero era concentrato su un altro giocatore e quindi non si poteva fare. Passai alla Fortitudo a gennaio, lui era concentrato su altre, in quel momento lì la squadra aveva forse bisogno di altro. Alla Fortitudo c'era Del Negro che usciva dal contratto. Giocava in Nba, ci fu il lockout per qualche mese e venne a giocare alla Fortitudo per tre mesi. Poi si sbloccò tutto e tornà in Nba. E quindi presero me. Erano tanti anni che c'erano voci di squadre forte che mi dovevano prendere, ma non si era mai fatto niente. Reggio mi iniziava a stare stretta, alla prima opportunità è capitata la Fortitudo".

L'approdo al Barcelona
"Dopo lo Scudetto da capitano potevo scegliere se restare o andare al Barcelona. Quella è stata una scelta veramente dura. Ero il "re" lì, però era una scelta che era da fare. Se dovevo migliorare, puntare a vincere l'EuroLega, dovevo cambiare aria. La mia carriera è sempre stata fatta di obiettivi e step. Quando raggiungevo un obiettivo dovevo trovarne un altro. Ero al sesto anno in Fortitudo, avevamo vinto lo Scudetto con il tiro di Douglas. Fare una nuova esperienza all'estero, con mia moglie incinta... è stata una scelta non facile però alla fine mi è andata bene. La famiglia mi ha sempre seguito. In quegli anni la Spagna era il campionato d'eccellenza, c'erano grandissimi giocatori. Davano più fiducia agli spagnoli, infatti tutto quello che hanno fatto con la Nazionale è frutto di questa politica, di questa cosa che loro hanno. Noi siamo quelli che a parità di livello fanno giocare gli americani, invece loro anche se gli americani era un pelino più forte, puntavano sugli spagnoli".