Filippo Baldi Rossi: "Verona una sfida per salire; Virtus Bologna esperienza meravigliosa"

Filippo Baldi Rossi: "Verona una sfida per salire; Virtus Bologna esperienza meravigliosa"
© foto di Federico Peretti / PB

Filippo Baldi Rossi è stato ospite dell’ultima puntata di Alley Oop, trasmissione in onda ogni martedì dalle 17. Il classe '91, tra i vari argomenti trattati, ha parlato della nuova sfida a Verona, della stagione alla Scaligera e del passato alla Virtus Bologna (qui il video integrale dell'intervento). Segue un estratto delle sue parole.

La scelta di Verona e gli obiettivi.
"Diciamo che la cavalcata con Cantù è durata tre anni, perché io ero sceso dalla Serie A dopo Reggio Emilia proprio con l’obiettivo di vincere l'A2. Avevo l’ambizione di mettermi in gioco in una piazza come Cantù per provare a risalire. Dopo la promozione, l’opportunità di rimanere non si è concretizzata e si è presentata Verona. Conoscevo già il general manager Salvatore Trainotti, con cui avevo lavorato quattro anni a Trento, e ho parlato subito anche con Demis Cavina. Il coach mi ha trasmesso molta ambizione, mi ha caricato, facendomi capire che l’obiettivo era andare a giocarsi un’altra promozione. Verona è una piazza che mi ha sempre attratto e negli anni passati ero già andato vicino alla firma diverse volte. Il campionato è durissimo, siamo almeno sei squadre che lottano davvero per salire e ora c’è tutto il girone di ritorno per provarci fino in fondo".

La stagione di Verona fino ad ora.
"La squadra è stata costruita forte già prima di dichiarare apertamente gli obiettivi. Firmare Zampini, Monaldi e Bolpin senza aver ancora parlato di americani dice tanto. All’inizio ci abbiamo messo un po’ di più perché eravamo una squadra completamente nuova. Altre realtà hanno mantenuto una base solida dall’anno scorso, e questo aiuta in termini di chimica. A noi manca ancora un po’ di costanza e solidità, perché alterniamo ottime prestazioni a partite completamente sbagliate. Ora vogliamo dare continuità, anche in trasferta".

Gli anni alla Virtus Bologna.
"Tornare alla Virtus è stato come chiudere un cerchio, sono tornato a casa. Vincere la Champions League, giocare con Teodosic, Markovic, è stato il punto più alto della mia carriera. Purtroppo l’ultimo anno è stato segnato dal Covid, eravamo primi e chissà come sarebbe andata. Ma resta un’esperienza meravigliosa".

Redazione Pianetabasket.com
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