Serata storica: Collier firma 22 assist e i Jazz battono i Pacers in sette

Serata storica: Collier firma 22 assist e i Jazz battono i Pacers in sette
© foto di nba.com

A Indianapolis va in scena una di quelle notti che restano negli almanacchi: con una rotazione ridotta a soli sette uomini, i Jazz battono gli Indiana Pacers 131-122 e lo fanno sulle spalle, e soprattutto sulle mani, di Isaiah Collier, che chiude con 22 assist e 17 punti giocando l’intera partita. È il massimo stagionale in NBA per i passaggi vincenti e il miglior dato per un giocatore di Utah dai tempi di John Stockton nel 1992, un paragone che da solo racconta la portata della prestazione del giovane playmaker, capace di tenere in piedi l’attacco nonostante le assenze pesanti di Keyonte George, Kevin Love e Walker Kessler e un roster appena rivoluzionato dalle cessioni di Georges Niang, Kyle Anderson, Walter Clayton Jr. e Taylor Hendricks in direzione Memphis in cambio di Jaren Jackson Jr., Jock Landale, John Konchar e Vince Williams Jr. In questo contesto, Lauri Markkanen si conferma faro offensivo con 27 punti, mentre tutti e sette i Jazz a referto superano quota 14, a partire da Brice Sensabaugh, Ace Bailey e Kyle Filipowski – dominante anche a rimbalzo – per arrivare a un gruppo che, pur corto, trova equilibrio e fluidità proprio grazie alla regia di Collier.

Dall’altra parte i Pacers si presentano con un volto diverso dal solito, lasciando a riposo quattro titolari abituali come Pascal Siakam, Bennedict Mathurin, Andrew Nembhard e T.J. McConnell dopo la sconfitta della sera prima contro Houston, ma restano comunque agganciati alla partita grazie alle fiammate di Quenton Johnson e Jarace Walker, entrambi protagonisti offensivi, e alla solidità di un gruppo che non rinuncia a correre anche con rotazioni sperimentali. C’è spazio persino per la prima partenza in quintetto di Kam Jones, reduce da una serata da “healthy scratch” e subito capace di ritagliarsi un ruolo con 12 punti, segno di una franchigia che continua a testare profondità e alternative; ma quando la gara entra davvero nei possessi che contano, è ancora Utah a trovare le giocate giuste, stringendo le maglie difensive quel tanto che basta e gestendo il finale con la calma di chi, pur stremato, ha in mano il filo del gioco.
 

Redazione Pianetabasket.com
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