I Bucks ritrovano il sorriso e fermano la striscia negativa contro i Bulls
A Milwaukee la serata profuma di liberazione: dopo cinque sconfitte di fila e con il roster ancora decimato dagli infortuni, i Bucks ritrovano il sorriso battendo i Chicago Bulls 131-115 in una sfida tra squadre rimaneggiate. Senza i due principali terminali offensivi e con Giannis Antetokounmpo ancora ai box per il problema al polpaccio – ma presente sul parquet nel prepartita per qualche tiro e lavoro individuale – tocca a Kyle Kuzma prendersi la scena: l’ala pareggia il proprio massimo stagionale con 31 punti, aggiungendo presenza a rimbalzo e letture in regia in una versione da leader totale che si sposa alla perfezione con la serata ispirata di Ryan Rollins, brillante nel tenere in mano il ritmo e nel riempire ogni casella del tabellino (21 punti, 10 assist). Il contesto non è semplice nemmeno per Chicago, che arriva alla palla a due dopo una giornata di mercato frenetica: via Kevin Huerter e Dario Šarić verso Detroit in una trade a tre squadre che porta in Illinois Mike Conley Jr. e Jaden Ivey, via anche Nikola Vucevic direzione Boston in cambio di Anfernee Simons, il tutto con il miglior realizzatore Josh Giddey fermo ai box per un problema muscolare al bicipite femorale sinistro.
In questo scenario di equilibri da ricostruire, la differenza la fa la qualità del tiro pesante e la fluidità offensiva dei Bucks: la squadra di Doc Rivers risponde alla figuraccia offensiva di due notti prima a Boston – minimo stagionale a 79 punti – con un primo tempo da 77 punti, il più produttivo dell’anno, e con una pioggia di triple che spezza ogni tentativo di rimonta dei Bulls. Chicago prova a restare in partita aggrappandosi alle iniziative di Matas Buzelis (22 punti) e alla doppia dimensione di Coby White, capace di incidere sia al tiro che a rimbalzo (21 punti, 10 rimbalzi), e arriva persino a ricucire fino al -6 sul 90-84 verso la fine del terzo quarto, ma ogni volta che il margine si assottiglia Milwaukee trova un’altra soluzione dall’arco, un altro extra-pass, un altro possesso ben costruito che rimette distanza tra le due squadre. Il dato finale delle 23 triple realizzate con oltre il 60% dall’arco è la sintesi perfetta di una serata in cui i Bucks dimostrano di poter sopravvivere, e vincere, anche senza il loro due volte MVP.