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A1F | Stefania Trimboli: "Il pubblico di Campobasso è indispensabile"

La giocatrice triestina, è alla sua quinta stagione in Molise e racconta del legame fortissimo con questa terra e le persone che la abitano
04.02.2026 09:00 di  Eduardo Lubrano  Twitter:    vedi letture
A1F | Stefania Trimboli: "Il pubblico di Campobasso è indispensabile"

Stefania Trimboli ormai lei è campobassana d’adozione?
D’adozione e di elezione. Nel senso che ho scelto di rimanere qui perché si sta bene. Io sto bene qui. L’ambiente è fantastico, le persone sono fantastiche, sono stata accolta bene sin dall’inizio. Si respira un’aria positiva”.
Però un po' Trieste le manca…
Sì, la famiglia, il mare ed anche la bora. Ci vado spesso nella mia città”.
Lei ha cominciato col basket perchè suo padre giocava?
Sì. Mia mamma ci portava a vedere le partite di papà, ed io mi sono appassionata, come anche le mie sorelle, che adesso non giocano più

Cosa ha preso da suo padre in campo?
La voglia di fare il playmaker. Lui mi ha impostato insieme ad un altro allenatore. Io sono molto controllata, lui era sfacciato: una volta è stato espulso, io mai. Non ho la sua sfacciataggine, ma entrambi amiamo essere al servizio della squadra
Nevio Giuliani, l’altro allenatore, una volta disse che lei si allenava come una “bestia” in senso buono. E’ ancora così?
Sì. Mi alleno tanto, da Giuliani e da mio papà ho preso la cultura del lavoro, della fatica senza la quale non si raggiungono i traguardi che una ha in mente. Io do sempre il massimo, poi capita di non essere sempre al cento per cento ma io ci provo. E con mio papà parliamo di basket”.

Che tipo di playmaker è?
Controllo del gioco e tiro da tre: mi riconosco in questa definizione. Un playmaker a mmetà tra ler vecchia scuola e quella moderna. Una tripla la prendo se viene, non la cerco a tutti i costi. Preferisco giocare per le mie compagne. Non ho le abilità delle giocatrici americane, l’uno contro uno per esempio. Una volta mi dissero che ero una giocatrice poliedrica, quando ero piccola. Ricordo che lì per lì ci rimasi male poi ho capito che poteva essere un complimento. In questo sport o sei una specialista o fai un po' di tutto. Ed io provo a farlo”.

Parliamo della Magnolia: a che punto siete?
Io credo che siamo a buon punto. La società ha una cosa secondo me invidiabile: al comando c’è una triade femminile con grandi ambizioni. Sono molto positive, anche quando qualcosa non va bene, c’è sempre un pensiero ottimista, uno stimolo a far meglio. Ogni anno provano a migliorare, dalla A2 hanno fatto passi da gigante. Ed anche in campo si vede, perchè ogni stagione si cerca di fare un salto di qualità

Una parola per il pubblico di Campobasso?
Una sola? Difficile. Direi emozionante, sempre presenti, rispettosi verso gli altri tifosi, le giocatrici, le squadre avversarie. C’è un grande affetto, anche per strada. Forse la parola giusta è: indispensabile

Cosa le piace del basket più di tutto?
L’adrenalina che ti prende quando giochi una partita. La condivisione con le compagne, la coesione, il gruppo che si forma. Anche perché Mimmo Sabatelli – il coach de la Molisana Magnolia, ndr – nella composizione della squadra fa molta attenzione alla persona che c’è dietro alla giocatrice. E questo aiuta e mi piace davvero tanto

Cosa fa nel tempo libero?
Mi piace cucinare. Da quando sono qui a Campobasso ho imparato per esempio, a fare ogni tipo di pasta possibile. Io adoro mangiare, mi piace il gelato ma lo mangio poco perché non è il massimo per lo sport. Passo molto tempo in video chiamate con la mia mamma e le mie sorelle, e sto con il mio fidanzato

Ha già un piano per quando smetterà di giocare?
No, non ci ho ancora pensato. Mi piacerebbe rimanere nel mondo dello sport, sono laureata in Scienze Motorie e Management dello sport. Avevo pensato di lavorare con i bambini ma in questo momento servirebbero tempi e spazi che non ho

Ha un modello a cui si ispira?
Mio papà principalmente. E sono cresciuta con giocatrici tipo Masciadri, Macchi, Sottana come punti di riferimento

Com’è il rapporto con la medaglia di bronzo vinta con la Nazionale a giugno 2025?
Bellissimo. La guardo ogni tanto e spesso guardo le foto di quella impresa e di tutto il periodo nel quale sono stata in Nazionale. Bellissimo, inaspettato, un gruppo fortissimo che ha accolto noi della Magnolia in modo super. Grande staff, coach Capobianco bravissimo e molto esigente. Mia mamma dopo la conquista della medaglia credo abbia pianto di felicità per una settimana”