«Reazione Olimpia»: la Gazzetta dello Sport sul successo Milano contro il Baskonia
"Reazione Olimpia" scrive La Gazzetta dello Sport parlando della vittoria di Milano sul Baskonia. "Il tempo e i fatti diranno se l'Olimpia è guarita. Intanto si è levata un po' di negatività di dosso, dopo tre sconfitte su quattro in Eurolega e quattro su cinque in casa, battendo Vitoria nel modo in cui le serviva", esordisce il quotidiano. "Libera, col massimo stagionale di 109 punti, tenendo a 33 punti nella ripresa f attacco altamente infiammabile di Galbiati che ne aveva fatti 56 del primo tempo. E dando, quando i baschi potevano rientrare, la risposta giusta nel momento chiave che era mancata a Milano nelle ultime sconfitte perché inerte di fronte alle rimonte avversarie dopo aver fatto bene fin li. La sliding door per evitare il déjà vu è a fine terzo quarto, quando l'entusiasmo per essere appena volata a +16 con un eccellente ritorno difensivo dal riposo si è ghiacciato di brividi lungo la schiena, di fronte al break ospite di 8-0 in due minuti che pareva rievocare gli spettri delle ultime partite. Invece no". L'Olimpia ha trovato un grande Diego Flaccadori, 10 punti, e 7 punti in due minuti con due entrate delle sue e una tripla di Shields.
Le chiavi. "La seconda vittoria di fila in Eurolega arriva al momento giusto, quando era legittimo iniziare a chiedersi se la pazienza fosse ancora la strategia migliore, nel giorno in cui i risultati altrove non sorridevano. Perso in giornata anche Nebo (elongazione del bicipite femorale sinistro) con la speranza di riaverlo in Coppa Italia, come Bolmaro, la risposta più importante è arrivata nello stesso ruolo da Booker, il migliore tra i sei in doppia cifra, che nel giorno più importante dopo settimane oscure ha sparato la miglior prova della sua Eurolega (9/11, due triple, 5 falli subiti). Quando entra il tiro da ù'e (5/6 al via, 7/11 al riposo, 14/24 alla fine) è tutto più divertente. Ma il tiro è anche fiducia, come quella ritrovata tornando a giocare, anche per chi c'era davanti, un basket meno pensoso e più di flusso, non per caso con meno perse, divertendosi anche ad allungare la difesa".