Johnson in tripla doppia: gli Hawks rovinano la festa 2006 degli Heat
Al Kaseya Center dove si celebra il ventennale del primo titolo NBA degli Heat, con Dwyane Wade, Shaquille O’Neal e gran parte del roster 2006 seduti a bordocampo, la scena se la prende però Jalen Johnson: l’All-Star degli Hawks chiude con una tripla doppia da 29 punti, 11 rimbalzi e 11 assist e guida Atlanta a un successo autoritario per 127-115, che spezza una mini striscia di due ko e restituisce ossigeno alla corsa playoff. La squadra di Quin Snyder comanda praticamente dall’inizio, trovando subito il vantaggio che non lascerà più fino alla sirena e costruendo la propria serata su un attacco fluido e profondo: CJ McCollum, in uscita dalla panchina, aggiunge 26 punti con la solita combinazione di letture e talento, mentre Nickeil Alexander-Walker porta altri 19 punti in un contesto in cui ogni parziale di Miami viene puntualmente respinto da una contro-risposta di Atlanta. Il contorno emotivo della celebrazione rende il tutto ancora più significativo: gli Hawks non si lasciano distrarre dall’atmosfera da grande evento, impongono il proprio ritmo e trasformano la notte della memoria Heat in una vetrina per il loro presente.
Miami prova a restare agganciata con le iniziative di Jaime Jaquez Jr. (21 punti), la solidità di Bam Adebayo nel pitturato (16 punti, 14 rimbalzi) e il contributo perimetrale di Pelle Larsson (18 punti) e Simone Fontecchio (18 punti, 6 rimbalzi, 2 assist in 33'39" partendo titolare), ma ogni volta che il margine sembra ridursi, Atlanta trova il modo di riallungare: dal +21 toccato nel secondo quarto, limato rapidamente dagli Heat fino a 11 punti, al nuovo strappo che riporta il divario a 17 all’intervallo (50-67) la musica non cambia anche nel terzo periodo, quando i padroni di casa arrivano fino a -5 salvo poi subire un’altra ondata chiusa dalla tripla di McCollum sulla sirena del quarto. La differenza reale sta nella combinazione tra tiro da tre e profondità della panchina: il 63-24 a favore degli Hawks dall’arco e il 68-45 nel confronto tra seconde linee raccontano di una squadra capace di allargare il campo e di mantenere alta l’intensità anche quando i titolari rifiatano, mentre gli Heat faticano a trovare continuità difensiva in una serata che avrebbe dovuto essere soprattutto di festa.