I Sixers impongono il fisico a dei Warriors travolti senza Curry
Al Chase Center di San Francisco va in scena una partita dal cast ridotto ma dal peso specifico importante, soprattutto per capire quanto i Sixers possano vivere di identità oltre i loro nomi più altisonanti: senza Joel Embiid e Paul George da una parte, e con i Warriors privi di Stephen Curry dall’altra, è il fisico a fare la differenza, con i padroni di casa che si impongono 113-94 grazie a una presenza a rimbalzo offensivo semplicemente travolgente. I 24 rimbalzi d’attacco complessivi, con Andre Drummond (12 punti, 12 rimbalzi) e Dominick Barlow a martellare il ferro avversario fin dal primo quarto, diventano il filo conduttore di una serata in cui Golden State, pur tenuta in piedi inizialmente da un 8/15 dall’arco con persino tre triple “di tabella”, non riesce mai davvero a controllare il ritmo: le otto palle perse dei californiani nel solo avvio aprono la porta al primo allungo Sixers, mentre VJ Edgecombe si prende progressivamente il centro della scena con una prova da giocatore totale (25 punti, 7 rimbalzi, 7 assist). Quando l’indirizzo del tiro pesante dei Warriors si raffredda, il duo Edgecombe–Adam Bona firma il parziale che spinge Philadelphia fino al +15, salvo poi vedere gli ospiti rientrare grazie alle iniziative di Buddy Hield e Quinten Post, che con un 17-5 di controparziale riportano lo scarto a un solo possesso lungo all’intervallo (55-58).
Il vero spartiacque arriva però al rientro dagli spogliatoi, quando ancora una volta è Edgecombe a dare la scossa: i Sixers aprono il terzo periodo con un 9-0 che li riporta in doppia cifra di vantaggio, e anche se Gui Santos (13 punti), Draymond Green e Pat Spencer (13 punti) provano a rispondere dall’arco, la costanza con cui Philadelphia continua a generare seconde opportunità tiene i Warriors a distanza di sicurezza. Golden State smette di trovare il canestro da tre, mentre Tyrese Maxey e Kelly Oubre Jr. affondano il colpo con una serie di penetrazioni e conclusioni pesanti che allargano ulteriormente il margine, preparando il terreno per l’allungo definitivo firmato da Trenton Watford (16 punti) e Quentin Grimes, bravi a trasformare l’inerzia in un vantaggio che tocca rapidamente i venti punti e non verrà più messo in discussione.