Gds: «Ultima chiamata. Milano non può sbagliare»

03.02.2026 16:00 di  Iacopo De Santis  Twitter:    vedi letture
Gds: «Ultima chiamata. Milano non può sbagliare»
© foto di Brondi/Ciamillo

«Ultima chiamata. Milano non può sbagliare», titola così La Gazzetta dello Sport in vista della partita di stasera tra Olimpia Milano e Baskonia (qui la diretta testuale). Scrive il quotidiano: «È finita quando è finita. Gennaio doveva essere il mese della verità per le ambizioni dell'Olimpia, e lo è stato nel verso sbagliato. Dopo la vittoria col Real Madrid nella prima partita all'Allianz Cloud, quando aveva entrambi i piedi nei playin, Milano ha perso sei partite su nove, col macigno del doppio ko interno con Stella Rossa e Zalgiris. In maniera anche in parte inattesa, la porta della postseason certo non è spalancata, ma è meno chiusa di quello che poteva essere. "Merito" del cammino incerto proprio dello Zalgiris, che ha normalizzato la propria classifica perdendo a Vitoria, dopo Tel Aviv e Bologna. Facendo bruciare ancora di più la sconfitta di due settimane fa al Paialido dell'Olimpia, che vincendola sarebbe oggi a pari punti coi lituani oggi al decimo posto, Tunico rimasto davvero contendibile».

Tanti temi
«Così tante le criticità da rendere confusa l'analisi, e dunque la diagnosi, e dunque anche le priorità nella ricerca della cura. Alcune criticità di cui appare difficile al momento rompere l'inerzia, a meno che non intervengano elementi di discontinuità, hanno una matrice comune, come la mancanza di leadership e la mancanza di un uomo forte in cabina di regia, dove la solitudine del povero Quinn Ellis da settimane è messa alla prova dal confronto ingeneroso con chi c'è di fronte. Due criticità che non possono essere estranee alla causa ultima di questi risultati, ovvero le implosioni nei finali di partita, per una squadra che pure, Madrid a parte, in queste gare è anche stata padrona, andando regolarmente oltre la doppia cifra di margine: testimonianza che la preparazione è buona, l'esecuzione di quello che si vuole fare è buona, l'approccio è buono. La gestione, da un certo punto in poi, e soprattutto negli ultimi minuti, è terribile»