Clippers distratti e molli: i Sixers ne approfittano a Los Angeles

 Clippers distratti e molli: i Sixers ne approfittano a Los Angeles
© foto di nba.com

Se il primo tempo racconta spesso la verità di una partita, quello dei Clippers contro Philadelphia è stato una sentenza. L’avvio è stato tutto ciò che una squadra ambiziosa non può permettersi: 18-2 incassato in apertura, possessi buttati via tra imprecisione e palle perse, linguaggio del corpo molle e il rumore di fondo delle voci di mercato su James Harden a fare da colonna sonora alla sua assenza dal campo. Kawhi Leonard (29 punti) ha provato a rimettere ordine, ma ogni lettura sembrava arrivare un tempo in ritardo, spesso ingabbiato dai raddoppi e costretto a forzare linee di passaggio che non c’erano. Dall’altra parte, i Sixers hanno fatto esattamente il contrario: Dominick Barlow (26 punti, 16 rimbalzi) ha occupato l’area con una presenza costante, tra rimbalzi offensivi e tagli profondi, mentre Tyrese Maxey (29 punti) ha aperto il campo con le sue triple, punendo ogni esitazione della difesa californiana. Il 19-38 del primo quarto non è stato solo un parziale, ma la fotografia di due stati d’animo opposti: Los Angeles contratta, quasi distratta, Philadelphia lucida e aggressiva, con un piano partita semplice ma eseguito con disciplina. Anche quando i Clippers hanno trovato un 9-0 per rientrare a contatto, la sensazione era che dovessero sempre remare controcorrente, senza mai riuscire davvero a cambiare il tono emotivo della serata (53-72).

Kawhi Leonard ha provato a leggere meglio i raddoppi, sfruttando le pause del terzo quarto e qualche passaggio a vuoto dei Sixers per riportare i suoi sotto la doppia cifra, mentre giocatori come John Collins e i comprimari dalla panchina, specialmente Jordan Miller (21 punti) hanno provato a dare energia e fisicità. Ma ogni volta che Los Angeles intravedeva uno spiraglio, Philadelphia trovava il modo di richiuderlo: Barlow è tornato a colpire nella vernice e persino dall’arco, Maxey ha ripreso ritmo, e la gestione del vantaggio è rimasta saldamente nelle mani degli ospiti, fino al 113-128 che certifica una superiorità mai davvero in discussione.Il segnale più forte, però, non arriva dal tabellino ma dal modo in cui Tyronn Lue ha scelto di svuotare la panchina a quattro minuti dalla fine, quasi ad accettare la natura di una sconfitta “logica”. I Clippers hanno dato l’impressione di essere una squadra sospesa, in attesa che il futuro di Harden si chiarisca, mentre i Sixers hanno mostrato un’identità già definita, capace di valorizzare un lungo operaio come Dominick Barlow, un esterno in crescita costante come Maxey e il ritorno costante di Joel Embiid (24 punti).

Redazione Pianetabasket.com
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